Specializzando!

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Holy shit

18 giugno 2011

Ogni tanto, non resisto: queste statistiche non mancano mai di darmi soddisfazioni. Sapere quali sono le voci che indirizzano la gente sul mio blog mi riempie d’orgoglio (voglio dire: “Ciccione che mangia”, “Paraplegica bellissima”…)

Ma quella che mi lascia più sgomento è l’undicesima voce.

Tiro in ballo addirittura Gino Paoli e una delle sue composizioni più celebri per riprendere confidenza col mio blog, che negli ultimi tre mesi è stato messo in disparte, così come molte dei miei altri interessi più o meno futili, per trasformarmi in un eremita e vivere come se non ci fosse più niente al mondo oltre all’esame di accesso alla scuola di specialità e a quegli infernali, stramaledetti quiz, e concedendomi come unica fonte di svago la rincorsa al quorum del Referendum del 12-13 giugno (o 13-14 secondo le fonti RAI), seguito con più trasporto della finale dei mondiali non ho più scritto nemmeno una parola.

Mobbastaperò!

L’esame è stato fatto, ho la coscienza pulitissima, forte del mio aver abolito ogni distrazione in funzione dello studio, e mentre attendo con ansia la pubblicazione dei risultati posso finalmente riespandermi come un sacchetto di riso sottovuoto quando viene aperto (“PFFFFFFFFT!”).

E la verità, giunto ormai a metà del mio Secondo Giorno di Libertà Dallo Studio Ossessivo, è che la cosa di cui sentivo più la mancanza, ciò che il mio corpo richiamava a gran voce e ormai disperatamente, era del sanissimo, illimitato Leggi il seguito di questo post »

La pena di vivere

1 aprile 2011

Un paio di settimane fa Roberto Saviano ha lanciato su Repubblica una sfida singolare e decisamente controcorrente, in questo periodo e in questo mondo in cui pare tutti (io per primo ho fatto sfoggio di questa abilità innumerevoli volte!) abbiano infiniti e validissimi motivi per lamentarsi, per scoraggiarsi, per preoccuparsi e, infine, guardarsi indietro insoddisfatti. Il compito era molto semplice: indicare dieci cose per cui valga la pena di vivere.

Non starò a commentare il risultato di questa semplicissima e al tempo stesso impossibile gara, visto che lo stesso autore lo ha già fatto ovviamente meglio di come potrei io, piuttosto consiglio innanzitutto di leggersi l’articolo in questione, e poi di scorrere alcuni degli elenchi (magari i cinque scelti dallo stesso Saviano) per togliersi dalle spalle per una sera la solita malinconia marcia e pregna delle preoccupazioni di non entrare in specialità, della prospettiva di lavorare anche domani, della delusione di passare una delle prime sere d’estate a casa per recuperare preziose ore di sonno. Vivere è una pena, nessuno lo mette in dubbio, ma almeno dieci motivi per cui la si sopporti li ho elencati anch’io.

(Sono timidino, mi si perdoni, e il primo motivo l’ho crittografato. Tanto si capisce lo stesso di cosa si va parlando.) Leggi il seguito di questo post »

E’ evidente che, in tempo di elezioni, i candidati perdano il lume del raziocinio e mettano in campo le strategie più disparate (e disperate) per guadagnare qualche briciolo di voto. Una delle tecniche ultimamente più battute sembra essere quella dell’autobiografia, ovviamente in marcato stile agiografico, che sembra non voler risparmiare nessun politico, dai navigati professionisti della res publica di destra e sinistra alle giovani promesse (intendo, se ne esistessero). I risultati sono però quantomeno dal dubbio risultato, se non francamente imbarazzanti: ricordo ancora con un brivido di terrore quando il candidato premier Romano Prodi pubblicò un libro sulla sua storia d’amore con la moglie “la signora Flavia”. Brrr! Insomma, si tratta di politici, mica di premi nobel, che cosa ci sarà poi da raccontare in chilometrici tomi.

Ma comunque.

Le elezioni comunali di Milano 2011 si avvicinano, e neppure l’ex ministro della pubblica istruzione Letizia Moratti ha voluto far mancare al mondo la sua prova di insospettabili abilità letterarie, e sulla home page del suo sito, tra sorrisi inamidati e naturalissime pose accerchiata da bambini felici di aver finalmente incontrato la befana, campeggia a chiare lettere un’estratto di tale caposaldo della letteratura contemporanea.

Che, confesso, mi ha causato un po’ di inquetudine. Leggi il seguito di questo post »

Annunci Google

24 marzo 2011

Giusto qualche giorno fa si parlava di come gli annunci pubblicitari che compaiono in sovraimpressione ai filmati di youtube, piuttosto che sulle pagine dei vari social network, non siano casuali ma frutto di attente e calcolate analisi di come l’utilizzatore del computer visualizzi determinate pagine piuttosto che altre, passi più tempo su taluni siti che tal’altri, e così le pubblicità che mi si parano sul web sono sempre le stesse: “Doctorshop, medical instruments!” “Sei un medico? ottimizza la gestione dei tuoi appuntamenti!” “Like Damien Rice? discover new album by Taldeitali!”.

Stamattina mi è sorto il dubbio che questo sistema abbia qualche falla. Leggi il seguito di questo post »

Ieri sera, nel venire a BS accompagnato dal papi (mio padre, non il Presidente del consiglio), la radio mandava una versione di Your Song cantata da Ellie Goulding, ragazzina inglese che si diletta con canzoni pop-elettroniche anche piacevoli, ma che ha deciso di diventare di colpo noiosissima regalando al mondo una versione piano e voce del celebre pezzo del baronetto inglese, facendosi probabilmente accompagnare al pianoforte da un paraplegico (o forse da un bambino di 10 anni alla sua seconda lezione di piano).

Ora, non che io sia un grande fan di sir. Elton John, ma ho sempre pensato che Your Song fosse una bella canzone d’amore, e forse una volta tanto la fama corrispondeva alla qualità. Ma ieri, dopo aver sentito la versione emotionless di Ellie ho potuto analizzare il testo in modo più distaccato. Il centro della canzone è il seguente: “s’io avessi tanti soldi, farei una bella casa; s’io fossi uno scultore, ti farei una scultura; s’io fossi foco, arderei lo mondo; ma son solo un poraccio cantante da piano bar e ti faccio una canzone”. No bhè, grazie tante John. Fai pure il falso modesto: “I know it’s not much but it’s the best i can do“, ma è lampante che fare una canzone d’amore hit mondiale e tutto il resto non è “not much”, semmai è “very very much”. Lo sa persino Michelle Hunziker, che dopo mille anni che si è lasciata con Eros va ancora in giro a bullarsi di essersi fatta scrivere “più bella cosa non c’è, più bella cosa di te” dall’ex marito. Quindi piantala di fare il modesto, perché per noi mortali che non siamo artisti o scultori o quant’altro, gestire la questione regali di S. Valentino è molto più complicato. Indie per cui, ho pensato di fare una breve lista di come anche le professioni più umili possano, sulla scia di una “your song” compassionevomente reinterpretata da un realmente umile Giovanni Il Tone, fare regali appropriati alle proprie competenze. Leggi il seguito di questo post »

Living book

13 febbraio 2011

Cosa c’è di meno allettante di una domenica pomeriggio a pranzo dai genitori, con tanto di visita di zii e prozii di cui non sei nemmeno sicuro di ricordare il nome, e la prospettiva di dover rispondere alle solite amene domande “madovelavori?” “matisposi?” “mamicuri?” “macomenonvaipiùamessa?” ecc.? Ben poco, ovviamente, ma se si ha l’accortezza di andare a letto tardi la sera prima si potrà beneficiare del Sopore Del Tiratardi Immaturo, e puntando tutto sulla compagnia del decenne cuginetto simpatico, si può ragionevolmente sperare di arrivare alle 4 di pomeriggio senza troppa fatica.

Mangiato, bevuto, arrivano i prozii con seguito di pastine. E di un libro. Autobiografico. Inaspettato. Leggi il seguito di questo post »

Hug

10 febbraio 2011

Come: ora, vorrei Leggi il seguito di questo post »

Awakening

6 febbraio 2011

Quando mi sveglio, all’inizio è il caos totale. 

Non capisco nulla, non riesco a decifrare niente: dove sono, dov’è l’alto e dove il basso, perchè sono lì, dov’è il ““, se sono sveglio,  in che tempo mi trovo, se ho ancora le braccia o le gambe. Come quasi sempre deduco che sono morto, e il pensiero in qualche modo mi tranquillizza. Ma per poco: il disorientamento mi agita, e lotto strenuamente per svegliarmi, come in un sonno profondo e malato dal quale devo scappare per andare a scuola. E in qualche secondo torno a galla, come un bruco che scava da sotto terra  e spostando gli ultimi sassolini ritorna in superficie.

Ah, sì: sono sdraiato. Oh no, cazzo, cazzo, merda, no, dove sono?, merda, sì: ho avuto un’ Leggi il seguito di questo post »

Caramel(l)e

3 febbraio 2011

L’inverno sta rapidamente giungendo alla sua fine, ma prima che il caldo della primavera e il sudore dell’estate mi impongano dei piatti estivi c’è ancora qualche ricetta vagamente natalizia da sfornare. Ahah. Sfornare. E il forno non serve neanche.

LE CARAMEL(L)E Leggi il seguito di questo post »

Forse non tutti sanno che esistono diverse declinazioni della celebre Basta Pasta, piatto che nasce dalla necessità di soddisfare le esigenze dell’affamato uomo di mondo che, giunto a casa dopo l’ennesima estenuante giornata di lavoro, si fionda in cucina in preda agli istinti più primordiali alla ricerca di qualsiasi cosa possa placare la sua ancestrale fame. La sfida sta nel riuscire a preparare qualcosa di decente nei pochi minuti a nostra disposizione prima che l’uomo moderno (ma anche un po’ cavernicolo) perda la pazienza e divori la bistecca surgelata che era avanzata la sera prima all’ignaro coinquilino.

[Ah, sento in dovere di esplicitare la forse non lampante citazione del titolo: uno dei miei libri preferiti]

broccoli

LA PASTA DEI BROCCOLI Leggi il seguito di questo post »

Doveva dirgli

15 gennaio 2011

Devo riconsegnare un libro che mi hanno prestato. Un po’ mi spiace dovermene separare, anche perché da quando l’ho terminato mi son trovato più volte a ripensare alle parole conclusive del tomo, che mi erano parse così pregnanti allora e che trovo illuminanti tutt’ora. Allora, forse è il caso che me le appunti, a futura memoria, per evitare di dimenticarmele e, rileggendole ogni tanto, ricordare la direzione da tenere mentre guido nel traffico impazzito degli eventi.

“Nel complesso aveva torto su così tante cose che […] Enid non mancò mai di andare a trovarlo. Doveva dirgli, finchè era in tempo, Leggi il seguito di questo post »

The Spice Chicken

14 gennaio 2011

Diciamolo: il pollo, eccetto la sua parte più gustosa che è la coscia, non sa di nulla. E visto che la mia tabella calorica di oggi prevede carne, e visto che son pur sempre un medico che consiglia a tutti le carni bianche, conviene darci dentro con le spezie.

LO SPICE CHICKEN Leggi il seguito di questo post »

Notti di guardia

14 gennaio 2011

Talvolta, quando sono seduto davanti al pc con davanti a me la pagina bianca di WordPress e uso il mio tempo scrivendo frasi su frasi per raccontare le paure, le stronzate o le gioie delle mie giornate, ho una lontana perplessità: è il dubbio che fermarmi per mettere per iscritto i miei pensieri non serva ad altro che ad isolarmi, a parlare di me con me, a  creare un cerchio perfetto che mi riporta al punto di partenza, mentre invece dovrei usare tutte le energie per dedicarmi allo studio, o alla mia professione, o a stare semplicemente con gli altri umani. Perché non si è mai sentito di un medico che si dia alla letteratura, alla musica o alle arti: forse dovrei chiudere la pagina e aprire il libro.

Poi un’amica mi segnala un sito, e scopro con un po’ di stupore che  là fuori c’è un mondo di gente come Leggi il seguito di questo post »