Annunci Google

24 marzo 2011

Giusto qualche giorno fa si parlava di come gli annunci pubblicitari che compaiono in sovraimpressione ai filmati di youtube, piuttosto che sulle pagine dei vari social network, non siano casuali ma frutto di attente e calcolate analisi di come l’utilizzatore del computer visualizzi determinate pagine piuttosto che altre, passi più tempo su taluni siti che tal’altri, e così le pubblicità che mi si parano sul web sono sempre le stesse: “Doctorshop, medical instruments!” “Sei un medico? ottimizza la gestione dei tuoi appuntamenti!” “Like Damien Rice? discover new album by Taldeitali!”.

Stamattina mi è sorto il dubbio che questo sistema abbia qualche falla. Leggi il seguito di questo post »

Living book

13 febbraio 2011

Cosa c’è di meno allettante di una domenica pomeriggio a pranzo dai genitori, con tanto di visita di zii e prozii di cui non sei nemmeno sicuro di ricordare il nome, e la prospettiva di dover rispondere alle solite amene domande “madovelavori?” “matisposi?” “mamicuri?” “macomenonvaipiùamessa?” ecc.? Ben poco, ovviamente, ma se si ha l’accortezza di andare a letto tardi la sera prima si potrà beneficiare del Sopore Del Tiratardi Immaturo, e puntando tutto sulla compagnia del decenne cuginetto simpatico, si può ragionevolmente sperare di arrivare alle 4 di pomeriggio senza troppa fatica.

Mangiato, bevuto, arrivano i prozii con seguito di pastine. E di un libro. Autobiografico. Inaspettato. Leggi il seguito di questo post »

Awakening

6 febbraio 2011

Quando mi sveglio, all’inizio è il caos totale. 

Non capisco nulla, non riesco a decifrare niente: dove sono, dov’è l’alto e dove il basso, perchè sono lì, dov’è il ““, se sono sveglio,  in che tempo mi trovo, se ho ancora le braccia o le gambe. Come quasi sempre deduco che sono morto, e il pensiero in qualche modo mi tranquillizza. Ma per poco: il disorientamento mi agita, e lotto strenuamente per svegliarmi, come in un sonno profondo e malato dal quale devo scappare per andare a scuola. E in qualche secondo torno a galla, come un bruco che scava da sotto terra  e spostando gli ultimi sassolini ritorna in superficie.

Ah, sì: sono sdraiato. Oh no, cazzo, cazzo, merda, no, dove sono?, merda, sì: ho avuto un’ Leggi il seguito di questo post »

Another year’s over

2 gennaio 2011

Il duemiladieci è terminato, e gliene sono molto grato. Possiamo dircelo: l’anno scorso ha fatto proprio schifo. Ho avuto delusioni forti, inaspettate e reiterate. Ho viaggiato, ma meno di quanto avrei voluto; ho visto dei bei concerti, ma meno di quanto mi aspettavo. Non ho scoperto molti nuovi amici (qualcuno sí) ma ho sicuramente perso di vista alcuni dei vecchi (forse non erano grandi amicizie, dopotutto). Anche i neuroni del lobo temporale han rotto le palle, e ripetutamente.
Ho avuto più momenti Leggi il seguito di questo post »

2010 in review

2 gennaio 2011

Iniziamo il 2011 con un po’ di autoreferenzialità, non foss’altro che per confermare che qua si giunge soprattutto grazie alla ricerca di “hard porn horses”. Whatever…

 

The stats helper monkeys at WordPress.com mulled over how this blog did in 2010, and here’s a high level summary of its overall blog health:

Healthy blog!

The Blog-Health-o-Meter™ reads Wow.

Crunchy numbers

Featured image

A Boeing 747-400 passenger jet can hold 416 passengers. This blog was viewed about 2,500 times in 2010. That’s about 6 full 747s.

 

In 2010, there were 77 new posts, growing the total archive of this blog to 235 posts. There were 78 pictures uploaded, taking up a total of 11mb. That’s about 2 pictures per week.

The busiest day of the year was October 15th with 103 views. The most popular post that day was Al medico non far sapere.

Where did they come from?

The top referring sites in 2010 were facebook.com, selinunte.blogspot.com, it.paperblog.com, splinder.com, and link.smartscreen.live.com.

Some visitors came searching, mostly for pornhorses, biascicare, hardporn, fonendoscopio, and laura pausini – live san siro 2007.

Attractions in 2010

These are the posts and pages that got the most views in 2010.

1

Al medico non far sapere October 2010
2 comments

2

Rooms and floors October 2010

3

Un anno fa October 2010

4

Reception September 2010

5

Zio a distanza October 2010

Neve

23 dicembre 2010

Da bambini, io e mio fratello avevamo un modo nostro di giocare con la neve. Come tutto ciò che si fa da bambini, sembrava una cosa al contempo divertente e normalissima, nuova e inevitabile, ma ripensandoci oggi, quando mi è casualmente tornata in mente dopo tanto tempo, era una cosa tenera, e un po’ romantica anche.

Ogni inverno, quando cadeva la prima neve, ne raccoglievamo una manciata e cercando il più possibile di non distruggerla la avvolgevamo delicatamente in un foglio di alluminio, per riporla velocemente nel freezer, dove eravam sicuri che la temperatura artificialmente sempre ghiacciata le avrebbe permesso di conservarsi fino alla prossima estate, ed una volta giunta avremmo aperto di nuovo lo sportello marrone della cucina ritrovando perfettamente intonsa la palla di soffice neve, ed avere così l’ebbrezza e il raro onore di poter toccare la neve d’estate. Era forse un modo per sfuggire al tempo, era già un modo per cercare di fregarlo, di dare le nostre regole al passare delle stagioni, avvalendoci semplicemente di uno sportello che schricchiolava nel ripiano alto del frigorifero. Sembrava Leggi il seguito di questo post »

Altre bretelle

22 dicembre 2010

Yes, yes, dear Mapo.

E’ successo pure a me! Leggi il seguito di questo post »

Canzoni da viaggio statico

9 dicembre 2010

Mi è successa una cosa strana. Circa una settimana fa mi è venuta quest’idea, di fare una playlist (una “cassettina” l’avremmo chiamata qualche anno fa) e di usarla come regalo virtuale per degli amici. Il concept era quello di raccogliere quelle canzoni che non sarebbero mai potute entrare nelle mie celebri compilation da viaggio, ossia nei cd che tradizionalmente preparo prima di ogni tipo di vacanza o viaggio che implichi almeno un paio d’ore di spostamento. Un’idea come un’altra: solo un pretesto per perdere un po’ di tempo a fare questa cosa che mi diverte, raccogliere canzoni del mio presente e passato come briciole da un tavolo, e cercare di disporle su un piano per creare un disegno più grande. Come sempre, alla fine ci ho speso più tempo del necessario, e come sempre ad un certo punto mi accorgo che Leggi il seguito di questo post »

Zio a distanza

10 ottobre 2010

Ho un annuncio da fare: divento zio. E, sì: proprio da parte di mia sorella, che non ha ancora compiuto 17 anni. E lungi dall’essere scossi, arrabbiati o di cattivo umore, siamo tutti sereni e anche piuttosto orgogliosi di poter dare questa notizia.

No, non siamo diventati una famiglia di pazzi (hem… vabbè…): Leggi il seguito di questo post »

Fuori

2 maggio 2010

Poche volte mi era capitato di saltare pasti senza accorgermene.

Oserei dire mai, prima dell’altroieri.

Blame it on the TV

14 agosto 2009

     Io penso sia colpa della televisione. E dei film, e anche di certi libri. Io penso sia tutta colpa loro se ora sono di cattivo umore.
Io penso sia colpa di tutti gli autori incompetenti, che per mancanza di intelligenza o non so cos’altro mi hanno lentamente inculcato l’idea che le persone possano essere solo buone o completamente cattive, del tutto brave o incapaci, talentuose o incompetenti, e così via insomma. (Intonate e stonate, belle e brutte… potrei andare avanti all’infinito, neh? )
     E’ colpa loro se adesso sono demotivato e stanco. Perchè avevo riposto fiducia in persone che poi non si sono dimostrate lungimiranti, e avevo delle aspettative da amici che poi si sono comportate in modo poco amichevole, chiesto conforto a gente che poi me ne ha chiesto il conto. (E anche qua potrei continuare per un pezzo…).
     Mentre invece, è logico, insomma: tutti hanno pregi e difetti. E’ così scontato da non sembrar possibile dimenticarlo, eppure è proprio questo che si fa: dimenticarlo. Me lo dimentico sempre, e così se conosco qualcuno di divertente mi "dimentico" che un giorno sarà noiosissimo, e se mi affido ad una guida mi "dimentico" che un giorno mi condurrà dritto dritto contro un muro (e se ho delle aspettative in chicchesìa prima o poi sarò deluso, e via via all’infinito…).
Me lo dimentico, perchè mi pare impossibile che una persona gentile e intelligente si comporti come un koala. (Dico così, per dire un animale che non mi ispira molta intelligenza. Non si stanno mica estinguendo, tra l’altro? Appunto, non molto intelligenti.)
     E avanti così, stupidi autori di libri con personaggi sfaccettati come un foglio bianco di A4, e di film più prevedibili dell’arrivo del Natale, che mi avete riempito la testa di aspettative innaturali! 
     Perchè in realtà non è così facile da capire, che una persona possa rientrare contemporaneamente in più categorie, chessò "folk" e "power-pop", per esempio. O non entrare affatto in nessuna categoria, perchè le catalogazioni vanno bene per distinguere i gli esseri animali da quelli vegetali, ma quando andiamo più nel dettaglio tutte le suddivisioni si rivelano solo degli artefatti posticci. E anche una distinzione semplice, come "intelligentie" e "non intelligente", per intenderci, diventa impossibile, perchè una persona può essere portata per le equazioni matematiche e incapace di progettare le vacanze, ad esempio, e allora dove la inserisco? Prima in una, e poi nell’altra, con gran delusione nel momento del trasloco fra le due.

Valentina Giovagnini

3 gennaio 2009

(Creatura Nuda)

 
Di solito non pubblico post d’attualità su questo blog, perchè preferisco che sia un non-luogo di riflessione personale, ma stamattina ho ricevuto una notizia che mi ha un po’ scosso. Questa notte è morta Valentina Giovagnini, nome che probabilmente non dirà molto ai più. Valentina partecipò a Sanremo nel 2002 con "il passo silenzioso della neve", poi pubblicò l’album "creatura nuda", che mi procurai e che ascoltai assiduamente per tutta l’estate. Il cd è pieno di ottimi brani, soprattutto egregiamente arrangiati, evitando coraggiosamente le facili scelte "pop" per orientarsi al mondo più sperimentale sulla scia di Loreena McKenitt, Bjork e compagnia bella che andavo scoprendo all’epoca. Poi il cd com’era prevedibile non ebbe grande successo, e Valentina uscì dalle scene, fino a tornarci drammaticamente stamattina. A rendere la notizia ancora più amara, il fatto che da qualche mese Valentina stava finalmente lavorando ad un nuovo album.
Essendo fra i pochi che l’ascoltava, mi sento in dovere di ricordarla.

 (Il passo silenzioso della neve)

Gornja Bistra

23 novembre 2008

     Una volta tanto ecco un post decifrabile, per rispondere a chi mi ha chiesto come è andata questa settimana croata. Per chiarire: la scorsa settimana sono andato in un ospedale pediatrico a Gornja Bistra, vicino a Zagabria, attraverso un associazione di volontari che si occupa di portare un po’ di compagnia e affetto ai bambini che vi si trovano ricoverati. In realtà, più che un ospedale l’istituto è un orfanotrofio dove vengono accolti (o abbandonati, dipende dal punto di osservazione) dei bambini con svariate malattie congenite, e quasi tutti con conseguenti gravi ritardi mentali, e lì quasi tutti passeranno tutta la loro vita.
     Il primo impatto non è stato per nulla facile, complice anche l’odore a dir poco nauseabondo che regna in quei locali dove l’igiene non è certo da sala operatoria (ma neanche da sala da pranzo, a dirla tutta). I bambini poi sono piuttosto impressionanti, e trovarseli di fronte una dozzina in quei vecchi stanzoni non aiuta di certo. In un modo o nell’altro, un po’ per volta però abbiamo ricacciati i vari sentimenti sgradevoli, se non altro per non sfigurare di fronte alle donzelle che invece sembravano trovarsi a loro agio fin dall’inizio, e abbiamo iniziato a far “giocare” i profumati BdG (“Bambini di Gornia” ndf). Con i giorni abbiamo conosciuto anche i più piccoli: Leo Vomitillo, che oltre alla intuibile attitudine al rigetto orale aveva anche una inspiegabile tendenza ad addormentarmisi pacificamente ogni volta che lo prendevo in braccio; Dejan, microcefalo iperattivo incapace di mantenere l’attenzione su qualsiasi cosa per più di cinque secondi; la piccola Josipa, regina indiscussa dell’ospedale, con la sua superiorità mentale ma soprattutto con i suoi bacetti e carezze a chiunque le si avvicinasse (ok, soprattutto a LucaAnimoticon); ma erano proprio questi bambini più “normali” a suscitare la maggiore tristezza, quando immaginavamo il loro destino in quel posto, come anche la consapevolezza che quello che stavamo facendo era inadeguato e insufficiente per dare un aiuto vero e concreto.
     Fortunatamente l’improvvisato gruppo semi-tutor è stato un inaspettato successo, e in casetta (ma anche in ospedale!) ci siamo divertiti un sacco, ho dato sfoggio delle mie sempre migliori capacità chitarristiche(?), e con Giacomo e Luca abbiam dato vita ad un gruppo vocale, i “The Cappellas”, che cantano rigrosamente a cappella, e le inifinite altre cazzate along the way…
     Insomma: un’esperienza forte, non facile, comunque positiva grazie alle ottime persone con cui l’ho condivisa, e che soprattutto mi ha dato un’indicazione su come vorrei muovermi in futuro nel campo del volontariato.
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(il gruppo fumettato dalla Hotty HottaviaA bocca aperta)

C’è da ridere.
Ieri sera, eravamo in questo locale, "il nuovo frack", dove c’era un bel pianoforte a coda. Ovviamente, senza farmi troppo pregare, dopo una birretta mi son messo a strimpellare qualcosa, approfittando del fatto che il posto era ormai in chiusura ed erano rimasti pochi assonnati clienti. Purtroppo io non mi ricordo mai una cippa a memoria, per cui in 5 minuti ho dato fondo al mio repertorio, che è poi la solita versione strumentale di Cloud On My Tongue e una traballante cover di Let It Be.
Arriva il proprietario: "Dai, suona ancora qualcosa!"
io: "Eh, se avessi qua i miei spartiti continuerei, ma a memoria non mi ricordo più nulla!"
e lui: "Bhè, perchè non vieni a fare una serata? Porti gli spartiti che vuoi, fai una ventina di canzoni, qua c’è microfono ed è già tutto pronto. Anzi, potremmo fare che tipo una volta al mese vieni qua e fai la tua serata."
e io: "Hmmm… Ok!"
A bocca aperta
 
Oddio!! Tremate, tremate, manderò in fallimento il locale!
Bha: farò una data zero in gran segreto, e se non viene proprio una schifezza renderò pubbliche le evenutali altre serate…Caldo
 
Tori Amos, comincia a far le valigie!!Linguaccia

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Epileptic Pride

3 maggio 2008

     Domani è la giornata nazionale dell’epilessia, e io da entusiasta neo-epliettico non potevo esimermi dal far sentire la mia (non richiesta) voceAnimoticon. Non ho intenzione di fare lo stato dell’arte per quanto riguarda la terapia o la prognosi, lungi da me lanciarmi in pistolotti sulle ipotesi eziogenetiche (anche se un po’ ne avrei voglia… Linguaccia) ho già raccontato con dovizia di simpatici aneddoti le mie avventure ospedaliere qui qui e qui, però una cosa da dire ce l’ho:
L’EPILESSIA NON E’ UNA DISGRAZIA!
     Sembra una affermazione scontata? Neanche un po’: da quando ho avuto gli attacchi qualche mese fa, le reazioni degli amici dei miei familiari erano sempre le stesse: dire "Fabri ha avuto un attacco epilettico" sortiva lo stesso effetto che se avessero detto "Fabri si è schiantato contro un muro mentre viaggiava a 180 km/h e si è miracolosamente salvato rimbalzando su un camion che trasportava materassi che in quel momento passava di lì”. Ok, avrei preferito avere un Attacco di Incontenibili Risate, o un Attacco di Intolleranza verso mia sorella, ma nella Lotteria Delle Possibili Malattie Di Cui Ammalarsi, sono stato più che fortunato: tanto per cominciare mi son beccato l’unica malattia neurologia guaribile, e poi è una malattia che nei periodi tra una crisi e l’altra non ha nessunissimo sintomo (a meno che mi tornino i miei deja-vu, ma in questo caso la considero una recidiva). E anche nei casi magari più complessi del mio, è una patologia in cui si riesce spesso ad ottenere un controllo molto buono delle crisi, se non addirittura completo.
     E infine, l’epilessia è una delle malattia più affascinanti e stupefacenti che ci possano essereSorriso. Infatti, la sua peculiare fisiopatologia determina degli stati di attivazione anomala della corteccia cerebrale che (talvolta) si traducono in sintomi incredibili: Dostoevskij, probabilmente il più famoso epilettico della storia, affermava che l’effetto che provocava in lui questa apparentemente banale scarica elettrica si traduceva in un esperienza mistica di completo benessere, e leggendo le sue parole non si può non esserne affascinati, quasi invidiosi: “Voi che siete sani non potete immaginare la felicità che proviamo noi epilettici nell’attimo che precede il nostro attacco… Non so se questa felicità duri qualche secondo, o un’ora o un mese, ma credetemi: non la scambierei per nessuna gioia che la via può dare!”
     Bhè, ora: la mia aura epilettica non è proprio così appagante come quella del buon Fedor, ma comunque ho scoperto moltissime storie di persone accolte nelle loro aure epilettiche da ricordi altrimenti smarriti e ormai irraggiungibili, come la Signora O’. C. che nelle sue crisi ritrovava i ricordi persi dei suoi primissimi anni di vita, di cui non aveva chiaramente ricordi normalmente raggiungibili; o le vecchiette che sentivano brani musicali o altre storie incredibili raccontate da Oliver Sacks nei suoi libri che sono ormai un must per neurologi e neuropaticiA bocca aperta.
 
     Bhè, alla fine questo post è uscito molto più serio di quanto intendessi… whatever, beccatevi ‘sto superoriginalissimo slogan della Lega Italiana Contro l’Epilessia per questa giornata: sui manifesti campeggia Juri Chechi (a cui è anche stato messo il sottotitolo “il signore degli anelli”, come se questo ormai fosse il suo titolo ufficiale e non un soprannome, per essere sicuri che proprio tutti potessero cogliere il sottilissimo gioco di parole dello slogan): “l’ignoranza e il pregiudizio sono gli anelli deboli”… mmminchia che bel motto! Neanche un po’ scontato, neh!Linguaccia
 

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