A me Silvio Berlusconi non preoccupa. In un modo o nell’altro, è chiaro che la sua carriera politica sta volgendo al termine: che sia questione di un anno o di dieci, it won’t be long prima che ce lo si tolga dalle palle. A me non fa paura, perché il suo egocentrismo è talmente genuino che il resto del mondo (dell’Italia) non gli interessa abbastanza per rovinarlo. A me non spaventa, perché i segni di demenza sono talmente evidenti da farmi quasi pena.

Ma in realtà, io ho molta paura.

Quello che mi preoccupa sono quelli che gridano “Silvio ti stimo sempre più”, perché hanno annullato la loro capacità di ragionamento per seguire le boutade di uno che il raziocinio lo usa, sì, ma non certo per la res publica. Quello che mi fa paura sono quelli che credono che essere un po’ spacconi sia una virtù, che la politica passi attraverso la legge della giungla, che in fondo non c’è niente di male a seguire i propri istinti ormonali adolescenziali, quali che siano le leggi vigenti. Quello che mi spaventa sono quelli che  credono che Berlusconi sia un politico, e che da quello che fa e dice si debba prendere esempio, e giustificarlo e imitarlo. Perché Berlusconi sta per morire, ma il berlusconismo è appena nato, e senza la guida di uno con degli obiettivi ben precisi (per quanto ignobili) potrà fare più danni di quanti ne abbia fatti il suo fondatore.

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Zio a distanza

10 ottobre 2010

Ho un annuncio da fare: divento zio. E, sì: proprio da parte di mia sorella, che non ha ancora compiuto 17 anni. E lungi dall’essere scossi, arrabbiati o di cattivo umore, siamo tutti sereni e anche piuttosto orgogliosi di poter dare questa notizia.

No, non siamo diventati una famiglia di pazzi (hem… vabbè…): Leggi il seguito di questo post »

     In questi giorni, tra un pomeriggio in piscina e una mattinata in ambulatorio, sto leggendo con fervore "Un indovino mi disse", un libro che una volta terminato rientrerà probabilmente tra i miei preferiti. In queste pagine l’autore, Tiziano Terzani, racconta di come ha vissuto un anno viaggiando per l’Asia svolgendo il suo lavoro di giornalista senza mai prendere l’aereo, in fede ad una profezia che svariati anni prima gli sentenziò un indovino, annunciando che se in quel tale anno avesse volato avrebbe fortemente rischiato di morire.
     In questo suo esotico viaggio tra Laos, Cambogia, India, Thailandia e Cina giunge a Betong, città di confine tra Malesia e Thailandia dove tutte le ragazze più belle lavora(va?)no come prostitute. Chiacchierando con indovini, autisti di taxi e gente del posto, Terzani nota come nessuno abbia realmente paura dell’AIDS: i santoni credono che si curi con l’aglio crudo e peperoncini rossi, e i clienti son sinceramente convinti che le prostitute di quel luogo siano così pregiate da non essere soggette a malattia (e lo potevano certificare con un cartoncino plastificato su cui affermavano la loro salute!).  E sconsolatamente, alla fine di questi suoi sondaggi Terzani conclude lapidario "Ed è così che l’AIDS si propaga come un fuoco di prateria"
     Toccante, vero, e tranquillamente lontano. Chiudo il libro e vado a dormire, nella mia colta e occidentale Brescia, dove tutti sanno che l’AIDS si combatte solo col preservativo e nessuno prende sul serio quel canuto biancovestito che gira il mondo dicendo di non usare il condom.
 
     Sette e trenta, suona la sveglia. Assonato mi reco in ambulatorio, dove ormai ho preso confidenza con il mio ruolo di sostituto. (Mi ha sempre sconvolto quanto i termini "sostituta" e "prostituta" si somiglino!). Mal di gola, mal di schiena, stipsi, prescrizioni di farmaci: devo ammettere di trovarmi sempre più a mio agio come quasi-MedicoDiBase. Entra un signore, un sessantenne molto sveglio, vuol farmi valutare un nodulo che gli è comparso sul collo. E’ molto loquace, e io con piacere ricambio con qualche parola più del solito. Mi chiede qualche ricetta, già che c’è mi chiede anche il famoso aiutino blu che tanto ringiovanisce la vita sessuale di presidenti del consiglio e poveracci qualsiasi. un po’ scherzosamente mi chiede di prescriverlo su una ricetta a parte, perchè preferisce non farlo sapere alla moglie, anche perchè – dice – quando la moglie non c’è cerca di fare "qualcosa di diverso" con una signorina a pagamento, una di quelle che fa le cose che la moglie si trattiene dal fare, e che così disinvolta lo rende più pimpante e reattivo.
     Vabbè, mica devo dare giudizi, anzi: non nego un certo piacere nell’essere reso partecipe delle "cose che non si dicono", giustamente confidando nel segreto professionale che mi vincola dal far uscire dallo studio quello che viene lì detto. Faccio qualche commento neutro, giusto per favorire la conversazione, cercando di non criticare ma neppure giustificare.
"Va bene. Mi raccomando, però, quando va con le altre donne, si ricordi di avere sempre rapporti protetti!"
"Ahh, ma per quello non c’è problema. La signorina la conosco da tanto tempo, è una seria…"
"Mmm.. guardi che non è questione di serietà, l’AIDS si diffonde anche tra le persone più colte ed insospettabili!"
"No, ma lei fa sempre i controlli, me l’ha detto una volta. E poi, intendiamoci, col preservativo è tutta un’altra cosa!"
     Ed è così che l’AIDS si propaga come un fuoco di prateria.
 
     Ho fatto il mio tanto, gli ho detto che non può fidarsi, gli ho ripetuto che l’AIDS non "si vede", l’ho minacciato che potrebbeaverlo preso ed averlo trasmesso alla moglie, gli ho prescritto gli esami del sangue, prima di uscire ho ripetuto tutto. Ma ho l’inquietante dubbio di non avere la stessa forza mediatica del Papa.
 

Ancora, ancora Povia!?

18 dicembre 2009

L’anno scorso pensavo che il sedicente (no, non ho scritto "seducente") cantautore Povia avesse raggiunto il fondo con la sua canzone sottilmente omofoba filo-cattolica redenzionista "Luca era gay".

Ebbene, mi sbagliavo.
 
Quest’anno, e non sto scherzando, la sempre lungimirante commissione di Sanremo ha pensato bene di accogliere di nuovo il benpensante giovanotto con una canzone dal titolo ancora più minaccioso di quello dell’anno scorso: Povia – La verità (Eluana) [Canzone su Eluana Englaro] (da www.soundsblog.it)
 
Voglio diventare straniero. Possibilmente immigrato irregolare.

La prossima volta

7 aprile 2009

     L’Abruzzo: una di quelle regioni di cui non si sente parlare molto spesso. Una di quelle regioni che ti mettono in imbarazzo se ti capita una domanda di Geografia al Trivial Pursuit. Ma credo che in questi giorni tutti ne sappiano qualcosa.
     Della tragedia consumatasi l’altroieri si è già detto tanto, e su tutto mi resta impresso il crollo dalla "Casa della studente", dove tanti ragazzi che potrei essere io hanno avuto la sfortuna di essere al postio sbagliato al momento sbagliato. Da allora mi gira in testa una canzone, che io ho sempre letto come un elegia, forse fraintentendo qualcosa, ma non è rilevante: questo è il mio pensiero, la mia tristezza in musica.
 
Then came question and it was about time
The answer came back and it was long
The house it was built by so men in rhyme
But whatever came of his talented son
 
Who wrote me a dialogue set a tune
Always you told me of being alone
Except for the stories about God and you
And do you still live there, in Bufallo
 
They put up the walls, no more to say
Nobody stopped to ask why it was done
The stream was too far and the rains to high
So into the city the river did run
Because of the architect the buildings fell down
Smothered and drowned all the seeds that you sowed
I wish I was somewhere but not in this town
Maybe the ocean next time around
 
I seem to remember the face and the name
But if it’s not you I don’t care
I know of changes, but nothing would change you
To Theo the sailor who sings in his lair
 
Then I’ll turn and he won’t be there,
Dusky black windows to light the dark stair
Candles will nod in the musty air
Oh, with the flames for as many as the years
 
("Next Time Around", Emiliana Torrini)

Oscenità

5 aprile 2009

Tutti hanno un conoscente famoso di cui potersi bullare con gli amici, e io non faccio certo eccezione.

Lo schermidore Andrea Cassarà e io frequentavamo la stessa classe al Liceo, nel quale suo padre era da tempo immemore il temutissimo prof. di Chimica e Biologia. Nominate quel cognome a chiunque abbia frequentato il piccolo liceo di Iseo negli ultimi 20 anni, e sentirete parlare di incompetenza, di ottusità, di ingiustizia, di ignoranza, di un professore scandalosamente incapace inchiodato alla sua cattedra… insomma, il prof. C. era entrato negli annali del liceo come emblema della “malascuola”.

Suo figlio, dicevo. Andrea non era particolarmente benvoluto, in parte per causa dell’astio diffuso verso il padre, in parte perché a causa degli allenamenti era costretto a saltare molte lezioni e relative interrogazioni-verifiche, ma tutto sommato non spiccava per simpatia. Qualche amico e qualche antipatia, nulla di particolare – considerando il seme da cui era nato, era anche tanto.

Verso la fine delle superiori, nel 2002 inizia la carriera agonistica come schermidore, con risultati via via sempre più eclatanti, fino all’oro vinto nelle olimpiadi di Atene del 2004 (fioretto a squadre). E lì ho dovuto riconoscere il suo valore: cazzo, un oro alle olimpiadi! Mica un 30L in anatomia, qua si parla di eccellenza vera! Mi resta un ragazzo un po’ antipatico, ma onore al merito.

Poi ovviamente parte la stucchevole carovana dei compagni di classe che non l’hanno mai sopportato ora diventati suoi supporters, la festa di bentornato al suo paese, le interviste al genitore giustamente orgoglioso, eccetera eccetera. E ho la vaga sensazione che suo padre ce l’abbia fatta: non solo ha dato i natali ad un campione, ma si è pure risparmiato la fama di peggior professore di Chimica grazie alle vittorie del figlio! Ma comunque, onore al merito.

La carriera di Cassarà Jr continua tra alti e bassi, ma sempre a livello internazionale, bissando l’esperienza olimpiade all’ultimo minuto (a Pechino sostituisce Baldini, squalificato per doping). Ma tutto sommato la sua faccia non si è fatta troppo notare sulla carta stampata degli ultimi tempi.

Finchè, l’altroieri, il suo nome ritorna agli onori della cronaca, per faccende tutt’altro che sportive: Andrea Cassarà sarà processato per atti osceni in luogo pubblico; stando all’accusa, due estati fa si è masturbato davanti ad una donna fermata con il pretesto di chiedere informazioni.

Ora si scatenano i festeggiamenti inversi: gli ex alunni del padre si stan facendo delle grosse risate; gli ex-compagni poi diventati supporters probabilmente ritorneranno all’iniziale condizione di detrattori; il padre (la cui fama di professore incompetente è ormai del tutto priva di interesse) in preda all’imbarazzo. La carriera indelebilmente segnata.

A me è salita una grande tristezza. Non ho mai finto simpatie inesistenti nei suoi confronti, ma questo è un modo infimo per chiudere una storia. Una storia fatta di pressioni, di una persona talmente inadeguata dietro alla cattedra che non posso immaginare migliore dietro al tavolo da pranzo, ma anche di vittorie storiche, al di là delle simpatie personali. Come si può cadere tanto in basso? Bha, spero si scopra che nulla di tutto questo è vero, e che io sia solo ancora un po’ arrabbiato con un prof…

 

Mi oppongo!

22 marzo 2009

La  scorsa settimana ho ricevuto dall’ufficio anagrafe del mio comune (Provaglio d’Iseo) un invito alquanto strano, quasi una sorta di istigazione alla rivolta verso l’istituzione stessa.
Forse un modo per manifestare la propria contrarietà alla continua diminuzione della privacy?
Forse una silenziosa rivoluzione che parte dal non riconoscimento della carta d’identità, primo strumento per classificare gli individui?
Forse un’espressione del malumore verso chi ogni cinque anni vuole controllare che i nostri connotati non abbiano ancora nulla di particolare?
 
Ok, Mr. Ufficio Dell’Anagrafe, mi hai convinto: oppongo il timbro!
 

 

Luca era gay?

16 febbraio 2009

     È giunto il momento di fare outing: ebbene sì, io di solito guardo il Festival di Sanremo. Non che non trovi irritanti molte cose (lo show anacronistico, il buonismo imperante, i cantanti-redivivi-da-Sanremo con le loro pessime-canzoni-da-Sanremo), ma nonostante tutto ciò ogni anno passano almeno un paio di pezzi interessanti, e tutto quello che considero il meglio della musica italiana (penso a Niccolò Fabi, Max Gazzé, Marina Rei, Elisa di qualche tempo fa, i Tiromancino di qualche tempo fa, e tanti altri) li ho scoperti proprio in quelle noiosissime serate.

     Bene, confessato il fattaccio, devo dire che invece stasera credo proprio che non accenderò la tv (anzi la radio, visto che di solito preferisco seguire la Gialappa’s su Radio Rai), un po’ perchè devo studiare, un po’ perchè la storia della canzone omofobica di quell’odioso finto-buonista di Povia mi ha fracassato i maroni, e se scopro che davvero al festival hanno ammesso una canzone del genere vado a letto con le balle girate – ma anche se scopro il contrario, ossia che la canzone è omo"filica" e Povia ha marciato sopra all’equivoco per guadagnare visibilità.

     Comunque, ho pensato che l’anno prossimo mi presento anch’io a Sanremo, e visto che lì vige la più assoluta libertà di espressione proporrò dei pezzi che, cavalcando questa grande onda di anarchia, porteranno sull’Ariston dei nomi prestigiosi per la serata dei duetti.

Queste le proposte:

 

"Michael era bianco", storia di un afroamericano che si credeva nero, ma in realtà non si lavava da tempo 

                               in duetto con Michael Jackson

 

"Auschwitz era un parco giochi", storia di un grandissimo malinteso durato più di mezzo secolo

                               in duetto con il Coro dei vescovi Lefevriani – ma delle voci suggeriscono guest-star PapaRatzy

 

"Silvio era povero", storia di un self-made man con la passione per le bandane bianche e le battute fuori luogo 

                               in duetto con Mariano Apicella

 

"L’Italia era un paese moderno", storia di un posto dove migliaia di persone vivono con difficoltà la loro diversità, poi arriva un pirla qualunque e la Rai lo manda in prima serata a cantare boiate

                               in duetto con … da definirsi, purtroppo fin’ora nessuno ha creduto a questa storia…

Triste

 

The truth is:

7 ottobre 2008

 
did i say that i loathe you?
did i say that i want to
leave it all behind?
 

i can’t
take
my mind
off of you

 

 

‘til i find somebody new

Questa poi me l’ero persa… L’inno ufficiale del PDL per questa campagna elettorale! E non è una presa in giro, è proprio l’inno ufficiale del Popolo Delle Libertà, che a faccia scoperta e a voce spiegata canta con fervore il loro amore per Silvio! Fa venire davvero i brividi… brividi d’orrore intendo!Perplesso 
Ma questi che la cantano poi, presi bene come neanche Tina Turner dei tempi d’oro, mi chiedo come li abbiano convinti a cantare questo inno Gospel al SantissimoAnimoticon
Ma poi: anche i sottotitoli stile Karaoke! Haha  davvero incredibile!
 

   


Stavo per pubblicare, qnd mi son detto… "chissà com’è invece quello del PD?"…. e , se possibile, è ancora peggio… non ho mai riso tanto per un video di politica! Linguaccia Ma io emigro!

  

Bocciòmmi il Grigolo

27 marzo 2008

 
Ebbene sì: incasso con dignità la mia terza bocciatura.
     Non sono mai stato bravo con gli indovinelli, e quando  l’esame consiste nel trovare risposta agli enigmi postomi dalla Sfinge di Anatomia Patologia non c’è storia che tengaTriste
     Ma comunque sia non mi lamento: son stato fortunato tante altre volte, non posso certo mettermi qui a piangiucchiare se per questa volta ho avuto meno fortuna!Sorriso Tanto più che sono in ottima compagnia (cliccare qui per credere – e per farsi quattro risalte). E tanto più più che avevo già detto la mia sull’amato prof, andandomi a cercare un po’ la sfiga (vedi qui )
 
Ah, dimenticavo, l’indovinello a cui dovrò tentare di trovar risposta per il prossimo mese è:
"Se lei ha un tumore, già stadiato, completamente analizzato ed etichettato, come fa(o "va"?) la stadiazione?"
(Lo so, non ha nessun senso neppure grammaticalmente, ma tant’è…In lacrime)

Il Me Crudele

17 marzo 2008

 
Il Me Crudele è sempre con me.
     Il Me Crudele mi accompagna costantemente, anche quando sembra essersi sopito lui registra silenziosamnte tutto quello che mi succede. Il Me Crudele non si dimentica di nulla, e grazie alla sua diabolica sapienza conosce e ha classificato i punti deboli di ognuno, e non si fa scrupolo a mostrarmeli. Il Me Crudele ha in realtà una funzione arcaica di sopravvivenza, così che quando soffro egli possa mostrarmi tutta la sua conoscenza, e con l’unica arma a sua disposizione – la parola –  egli si offre di difendermi. Il Me Crudele potrebbe distruggerti adesso, lo sai?
     Ma fortunatamente Il Me Crudele è tenuto a bada dal Me Responsabile. Il Me Responsabile gli tappa la bocca, anche se Il Me Crudele scalpita, si dimena, batte i piedi e vorrebbe urlare troppe cose che il Me Resposabile non è disposto a sentire.
 
So beware: Il Me Resposabile è facilmente raggirabile.

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Mimosa

8 marzo 2008

Visto che oggi è la festa delle donne, e visto che una volta tanto non siamo di fronte ad una festa nata a fini commericali (come S. Valentino ad esempio), essendo l’otto marzo la ricorrenza di una tragedia avvenuta in una fabbrica in america che costò le vite di molte donne, ma che fu l’inizio di un movimento per il riconoscimento dei diritti sui luoghi di lavoro, mi sembre giusto segnalare una bella iniziativa collegata alle donne.
 
"Il sito on-line della ricerca contro il cancro al seno e’ in difficoltà perche’ non ci sono abbastanza persone che accedono al sito ogni giorno per raggiungere un numero di accessi che permetta loro di ottenere dagli sponsor una donazione per almeno una mammografia gratis per donne che non se la possono permettere. Gli sponsor che sostengono il sito, infatti, usano il numero di accessi giornalieri per donare una mammografia in cambio della pubblicita’ che appare sul sito. Ci vuole un minuto per andare sul sito e cliccare sul bottone ‘donating a mammogram’ SENZA NESSUNA SPESA. (E’ il bottone rosa nel mezzo della pagina)."
 
L’indirizzo è questo: http://www.thebreastcancersite.com/. Io ci sono già andato, fatelo anche voi, e ancora una volta, dite a 10 amici di dirlo ad altri 10…
 
Sorriso

Ciccioni!

19 novembre 2007

Prosegue con grande successo e partecipazione straordinaria la rassegna "Tutto il peggio per Fab".
Dopo gli eventi dei giorni scorsi, che hanno toccato le categorie"Personal", "Work", "187: disServizi Speciali", "windowSvista" e lo speciale religioso "Dio esiste? Se sì, meglio per lui che nn si sparga troppo la voce", ieri grandi eventi per la categoria "What a wonderful world". Deluso

Nel primo pomeriggio, tanto per cominciare, mi crolla un mito: scopro che l’islanda, terra meravigliosa che da qlc tempo sogno di poter visitare, vanta, oltre alle tante meraviglie naturali, il non invidiabilissimo record di "Maggiore consumatore di Coca Cola pro capite". E ne vanno anche piuttosto fieri! Niente di particolare contro la cocacola, però neanche berne litri al giorno! Vabbè, anche l’ultimo posto che credevo incontaminato dalle peggiori abitudini umane si è rivelato fallace.Sorpresa
 cocacola_2
 
Poi ieri sera, giusto per mantenersi ancora un po’ nell’atmosfera "grey", ho guardato "Super size me", film di Morgan Spurlok di un paio di anni fa. Il regista/attore ha provato su di sè quali sono gli effetti di chi decidesse di mangiare per 30 giorni tutti i suoi pasti al fast food. Bhè, le conseguenze sono prevedibili: aumento di peso, valori ematochimici sballati, crisi di depressione… insomma, si stava trasformando in quello che è 1 americano su 4: un obeso.
 
E fin qua, uno dice: vabbè si sa, i fast food vendono merdaccia, basta non andarci tutti i giorni e ok. Ok, in effetti sono anche d’accordo.
Ma la cosa più sconvolgente, e che mi ha fatto rivoltare di più lo stomaco (!), sono le interviste alle persone. Minchia, ma si può essere così rincoglioniti?Perplesso
"Lei è mia figlia, ha 14 anni, pesa 90 kg, ma poverina credo sia una cosa ereditaria: suo nonno è stato sepolto in una bara grande come 1 pianoforte"
Ma ereditaria cosa?!? La tua stupidità è ereditaria, cicciona che non sei altro!!!! alza quel culone immenso e smettila di rifornirti al Mc, che magari eviterai di pagare la ditta traslochi quando ti dovranno seppellire a 40 anni per un attacco cardiaco!
"E’ bello sentire qlc che era obeso e che ora è dimagrito. Ma a non è vero che, visto che ce l’ha fatta lui, ce la posso fare anch’io: non è mica facile"
Certo che non è facile, palla di lardo! Non è facile neanche credere che, pur vedendoti allo specchio tutti i giorni, riesci ancora a ingurgitare quelle schifezze e bere solo bevande iperzuccherate.
 
Il film fa anche notare un interessante parallelismo con il fumo di sigaretta: in effetti non è molto diverso. L’obesità è il risultato di una dipendenza da una cattiva abitudine (come il fumo), e le conseguenze sono drastiche e drammatiche sulla propria salute (come il fumo).
L’unica differenza, è che se dici ad un fumatore: "Ma perchè non smetti? lo sai che fa male, ti viene il cancro ai polmoni vescica ecc?" lui, se non è così irritabile da darti un gancio, ti dice "Bhè sì è vero, sai ci ho provato ma nn riesco a smettere" o qlc del genere… cioè nessuno nega:
    1) di essere dipendente
    2) di sapere, più o meno, le conseguenze

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Se invece prendi un obeso, e gli dici "Ma perchè non ti metti a dieta?" succede il finimondo:
    1) tutti le altre persone presenti si girano verso di te con 1 espressione del tipo "Ma cosa ti salta in mente di dire?!?"
    2) il ciccione di turno, alternativamente, o diventa rosso-bordeaux-marrone e finge di non aver sentito, oppure ti da un gancioArrabbiato
    3) il coglione di turno, infine, cerca di consolare il materassino parlante con un "Ma noo, che non sei obeso, sei solo un po’ in carne"
…e per la settimana successiva tutti condanneranno la tua indelicatezza e prenderanno le difese di quel poverino.
Come se essere obesi fosse una punizione divina di cui nessuno è responsabile, e il solo farlo notare fosse una grandissima offesa!

Ma perchè crecano tutti di dare la colpa agli altri: alla società, ai fast food, alla genetica: il controllo delle tue mani è TUO!!! Sei solo te, omino Michelin vivente, che decidi cosa portare alle tue labbra! Te e solo soltanto te!!! Certo che i fast food se ne strafottono allegramente del fatto che la loro pubblicità rivolta ai bambini li condizionerà tutta la vita e li istigherà a cibarsi di cibi iperlipidici e bevande zuccherate finchè non scoppieranno. Ma sono aziende, non è stranissimo che si curino solo dei loro affari.
   and I say to myself…what a wonderful world…

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incipit: "L’anatomia patologica è 1 disciplina diagnostica finalizzata ad offrire informazioni morfologiche a tutte le esigenze cliniche che possono offire materiale utile allo studio dei tessuti"
     E già qua l’italiano è andato a farsi fottere.Pensieroso
Non ha proprio nessun senso: come fa una "disciplina" ad "offrire informazioni" a "tutte le esigenze"?!? COSA VUOL DIRE?!?Sarcastico
E poi: come fanno delle "esigenze" ad "offrire materiale" per studiare tessuti?  Ne è valsa la pena di studiare Dante e d’Annunzio al Liceo, per ritrovarmi poi a dover fronteggiare questi Strudel Linguistici all’università Perplesso..
    
     Avevo un po’ il sentore che qst libro fosse una ciofeca, quando mi era giunto fra le mani  avevo visto che in copertina campeggiano 2 foto, una delle quali rappresentante… IL PARCHEGGIO DELL’UNIVERSITA’!!!! E non una foto artistica, ma proprio un primo piano sui sanpietrini, e con tanto di didascalia, come a dire: "Sì sì, proprio il parcheggio… no, non c’è nessun significato recondito, smettila di chiederti cos’è qst foto!"Deluso.
     Ma, visto che il libro è stato scritto(?) dal prof. di qst materia, che ci ha *consigliato* di studiarlo, non mi rimane altro da fare che affrontare qst insulso e illeggibile libercolo…
 
     Dico io, ma perchè i professori non fanno i professori, e lasciano agli scrittori il compito di scrivere i libri? O che almeno scrivano in italiano, per la miseria, che oltre a studiare ora devo anche stare attento a trattenere l’impulso di strappare i fogli e andar ad urlare 4 madonne al prof!!A denti stretti