Abbandonato (come se non ci fosse più niente al mondo)

17 giugno 2011

Tiro in ballo addirittura Gino Paoli e una delle sue composizioni più celebri per riprendere confidenza col mio blog, che negli ultimi tre mesi è stato messo in disparte, così come molte dei miei altri interessi più o meno futili, per trasformarmi in un eremita e vivere come se non ci fosse più niente al mondo oltre all’esame di accesso alla scuola di specialità e a quegli infernali, stramaledetti quiz, e concedendomi come unica fonte di svago la rincorsa al quorum del Referendum del 12-13 giugno (o 13-14 secondo le fonti RAI), seguito con più trasporto della finale dei mondiali non ho più scritto nemmeno una parola.

Mobbastaperò!

L’esame è stato fatto, ho la coscienza pulitissima, forte del mio aver abolito ogni distrazione in funzione dello studio, e mentre attendo con ansia la pubblicazione dei risultati posso finalmente riespandermi come un sacchetto di riso sottovuoto quando viene aperto (“PFFFFFFFFT!”).

E la verità, giunto ormai a metà del mio Secondo Giorno di Libertà Dallo Studio Ossessivo, è che la cosa di cui sentivo più la mancanza, ciò che il mio corpo richiamava a gran voce e ormai disperatamente, era del sanissimo, illimitato cazzeggio.

Da ieri giaccio (ho controllato, si scrive proprio così) inerme alternativamente sul divano o sul letto, tentando di recuperare tutti quei preziosissimi momenti di sguardo perso nel vuoto post-prandiale che mi sono stati negati negli ultimi tempi sotto la rigida legge del “Non Perdiamo Tempo” dettata di volta in volta dall’uno o dall’altro compagno di studi chiamato in soccorso per farmi sostenermi nella Lotta Allo Studio Inefficiente, così come quei momenti di zapping schifato dopo il tg delle 20 (rigorosamente su la7, sia chiaro), o i preziosissimi daydreaming su un qualsiasi disco che normalmente avrei ascoltato per piacere personale, mentre in questi mesi serviva solo a darmi il ritmo nell’esecuzione ritmata e sempre più veloce dei quiz di cui sopra, per non parlare degli impagabili “cinque minuti” nel letto dopo lo squillo impietoso della sveglia alle 8:00 di ogni mattina, .

E così, mentre gli amici più organizzati già sono a prendere il sole in riva al mare, mentre altri più attivi rimbalzano da un concerto ad un festival, mentre i più sfortunati sono già al lavoro e i più disperati non sono ancora scesi sotto un tasso alcolemico di 0,9 g per Litro (no, non è la risposta di un quiz), sento con certezza che nulla potrà schiodarmi da questo comodissimo morbidissimo divano, mentre qualche morbido disco culla l’aria e sotto al cuscino ho il biglietto del concer… oh cazzo, stasera devo andare a Milano! Ma chi ha la forza?

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2 Risposte to “Abbandonato (come se non ci fosse più niente al mondo)”

  1. podestani said

    ma vecio ma hai preso il disco dei radiohead?

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