La pena di vivere

1 aprile 2011

Un paio di settimane fa Roberto Saviano ha lanciato su Repubblica una sfida singolare e decisamente controcorrente, in questo periodo e in questo mondo in cui pare tutti (io per primo ho fatto sfoggio di questa abilità innumerevoli volte!) abbiano infiniti e validissimi motivi per lamentarsi, per scoraggiarsi, per preoccuparsi e, infine, guardarsi indietro insoddisfatti. Il compito era molto semplice: indicare dieci cose per cui valga la pena di vivere.

Non starò a commentare il risultato di questa semplicissima e al tempo stesso impossibile gara, visto che lo stesso autore lo ha già fatto ovviamente meglio di come potrei io, piuttosto consiglio innanzitutto di leggersi l’articolo in questione, e poi di scorrere alcuni degli elenchi (magari i cinque scelti dallo stesso Saviano) per togliersi dalle spalle per una sera la solita malinconia marcia e pregna delle preoccupazioni di non entrare in specialità, della prospettiva di lavorare anche domani, della delusione di passare una delle prime sere d’estate a casa per recuperare preziose ore di sonno. Vivere è una pena, nessuno lo mette in dubbio, ma almeno dieci motivi per cui la si sopporti li ho elencati anch’io.

(Sono timidino, mi si perdoni, e il primo motivo l’ho crittografato. Tanto si capisce lo stesso di cosa si va parlando.) Leggi il seguito di questo post »

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