Awakening

6 febbraio 2011

Quando mi sveglio, all’inizio è il caos totale. 

Non capisco nulla, non riesco a decifrare niente: dove sono, dov’è l’alto e dove il basso, perchè sono lì, dov’è il ““, se sono sveglio,  in che tempo mi trovo, se ho ancora le braccia o le gambe. Come quasi sempre deduco che sono morto, e il pensiero in qualche modo mi tranquillizza. Ma per poco: il disorientamento mi agita, e lotto strenuamente per svegliarmi, come in un sonno profondo e malato dal quale devo scappare per andare a scuola. E in qualche secondo torno a galla, come un bruco che scava da sotto terra  e spostando gli ultimi sassolini ritorna in superficie.

Ah, sì: sono sdraiato. Oh no, cazzo, cazzo, merda, no, dove sono?, merda, sì: ho avuto un’altra crisi. Avevo sentito i presagi, ma speravo che passassero sfiorandomi soltanto come succede a volte. E invece no, merda, merda. Poi aspetto che arrivi, quel momento strano, bellissimo, in cui tutto è morbido: sto benissimo. Sto benissimo, non sono mai stato così pacifico. Non sono niente, solo una sensazione di sottilissimo piacere che si scioglie nella testa, nelle braccia e nelle gambe, che ora ritorno a sentire. Ma dura solo un attimo, perchè poi inizia a far male la testa, devo aver sbattuto da qualche parte. Dove sono? Sento freddo, mi fa male la mandibola sinistra e il dietro della testa, identifico meglio il freddo del pavimento. Non ho in mano il bicchiere che avevo quando l’ho sentita arrivare, devo essere riuscito ad appoggiarlo sul tavolo – bene, niente di rotto allora. La lingua non fa male, non l’ho morsa. Merda, merda, merda, merda, è successo di nuovo.

Apro gli occhi, ispeziono l’ambiente. Niente di rotto. Il pranzo è sul gas: il burro si sta ancora sciogliendo, quindi non sarà durato più di un minuto – sono intelligente, mi apprezzo. Il bicchiere è sul tavolo, pieno d’acqua; la mia felpa è sotto di me, ma non ricordo di averla appoggiata, dev’esserci stata un po’ di amnesia, però che strano non ricordarselo! Merda, cazzo, cazzo, cazzo. Spengo il gas, vado sul divano, devo chiamare qualcuno, mi fa male la testa. Mi sento stanco, ho un po’ di paura.

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