Ieri sera, nel venire a BS accompagnato dal papi (mio padre, non il Presidente del consiglio), la radio mandava una versione di Your Song cantata da Ellie Goulding, ragazzina inglese che si diletta con canzoni pop-elettroniche anche piacevoli, ma che ha deciso di diventare di colpo noiosissima regalando al mondo una versione piano e voce del celebre pezzo del baronetto inglese, facendosi probabilmente accompagnare al pianoforte da un paraplegico (o forse da un bambino di 10 anni alla sua seconda lezione di piano).

Ora, non che io sia un grande fan di sir. Elton John, ma ho sempre pensato che Your Song fosse una bella canzone d’amore, e forse una volta tanto la fama corrispondeva alla qualità. Ma ieri, dopo aver sentito la versione emotionless di Ellie ho potuto analizzare il testo in modo più distaccato. Il centro della canzone è il seguente: “s’io avessi tanti soldi, farei una bella casa; s’io fossi uno scultore, ti farei una scultura; s’io fossi foco, arderei lo mondo; ma son solo un poraccio cantante da piano bar e ti faccio una canzone”. No bhè, grazie tante John. Fai pure il falso modesto: “I know it’s not much but it’s the best i can do“, ma è lampante che fare una canzone d’amore hit mondiale e tutto il resto non è “not much”, semmai è “very very much”. Lo sa persino Michelle Hunziker, che dopo mille anni che si è lasciata con Eros va ancora in giro a bullarsi di essersi fatta scrivere “più bella cosa non c’è, più bella cosa di te” dall’ex marito. Quindi piantala di fare il modesto, perché per noi mortali che non siamo artisti o scultori o quant’altro, gestire la questione regali di S. Valentino è molto più complicato. Indie per cui, ho pensato di fare una breve lista di come anche le professioni più umili possano, sulla scia di una “your song” compassionevomente reinterpretata da un realmente umile Giovanni Il Tone, fare regali appropriati alle proprie competenze. Leggi il seguito di questo post »

Living book

13 febbraio 2011

Cosa c’è di meno allettante di una domenica pomeriggio a pranzo dai genitori, con tanto di visita di zii e prozii di cui non sei nemmeno sicuro di ricordare il nome, e la prospettiva di dover rispondere alle solite amene domande “madovelavori?” “matisposi?” “mamicuri?” “macomenonvaipiùamessa?” ecc.? Ben poco, ovviamente, ma se si ha l’accortezza di andare a letto tardi la sera prima si potrà beneficiare del Sopore Del Tiratardi Immaturo, e puntando tutto sulla compagnia del decenne cuginetto simpatico, si può ragionevolmente sperare di arrivare alle 4 di pomeriggio senza troppa fatica.

Mangiato, bevuto, arrivano i prozii con seguito di pastine. E di un libro. Autobiografico. Inaspettato. Leggi il seguito di questo post »

Hug

10 febbraio 2011

Come: ora, vorrei Leggi il seguito di questo post »

Awakening

6 febbraio 2011

Quando mi sveglio, all’inizio è il caos totale. 

Non capisco nulla, non riesco a decifrare niente: dove sono, dov’è l’alto e dove il basso, perchè sono lì, dov’è il ““, se sono sveglio,  in che tempo mi trovo, se ho ancora le braccia o le gambe. Come quasi sempre deduco che sono morto, e il pensiero in qualche modo mi tranquillizza. Ma per poco: il disorientamento mi agita, e lotto strenuamente per svegliarmi, come in un sonno profondo e malato dal quale devo scappare per andare a scuola. E in qualche secondo torno a galla, come un bruco che scava da sotto terra  e spostando gli ultimi sassolini ritorna in superficie.

Ah, sì: sono sdraiato. Oh no, cazzo, cazzo, merda, no, dove sono?, merda, sì: ho avuto un’ Leggi il seguito di questo post »

Caramel(l)e

3 febbraio 2011

L’inverno sta rapidamente giungendo alla sua fine, ma prima che il caldo della primavera e il sudore dell’estate mi impongano dei piatti estivi c’è ancora qualche ricetta vagamente natalizia da sfornare. Ahah. Sfornare. E il forno non serve neanche.

LE CARAMEL(L)E Leggi il seguito di questo post »