Traslochi

30 settembre 2010

Diciamocelo: il blog sul Windows Live Space faceva abbastanza cagare. Non intendo quello che ci veniva scritto (anzi! ;)), ma era proprio il contenitore a lasciare molto a desiderare: le pagine che si aprivano una volta no e l’altra pure, i commenti abilitati solo per chi avesse un account MSN, l’impostazione grafica fatta da Snoopy, insomma era da un po’ di tempo che pensavo di chiudere il vecchio albergo e di aprirne uno nuovo.

E così oggi, quando ho aperto la home page di Windows Live Space, l’avviso che era possibile trasportare il vecchio blog (tutti i post, commenti e immagini inclusi) sulla più seria e affidabile piattaforma di WordPress mi ha colto piacevolmente di sorpresa.scatoloni

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“Buongiorno signora, prego si accomodi”
“Buongiorno…”
“E’ la prima volta che viene in questo ambulatorio?”
“Sì, è per il mio mal di testa…”
“Come si chiama?”
“Lulja Bapi”
“Direi che non è italiana… da dove viene?”
Rapida ma percepibile titubazione: “Dall’Albania…”
“Ah sì? E da quale città?”

Smalltown

21 settembre 2010

Tra le varie cose che sto facendo in questo(i?) anno(i?) da Medico Non-Specializzando, le sostituzioni dei Medici di Medicina Generale si stanno rivelando essere di gran lunga le più interessanti.

La scorsa settimana il giro delle sostituzioni mi ha mandato in un piccolo paese della bassa bresciana, poco più di un borgo circondato da infiniti campi di grano e senza un solo colle all’orizzonte, da casa mia mezz’ora di auto che sembra portarmi indietro di cinquant’anni.
Il lunedì mattina raggiungo il paese facendomi guidare dal navigatore, saggio acquisto effettuato con i primi guadagni per poter scorrazzare ovunque senza il terrore far la fine di Max Pezzali  alla ricerca di casa di Dio.
“Entrare, nella rotonda, poi prendere la prima, a destra.”
“Svoltare, a destra.”
“Arrivo, a destinazione.”
Mmm… forse c’è qualcosa che non va… Leggi il seguito di questo post »

The rising run

6 settembre 2010

Un paio di settimane fa, seduti su una scogliera dall’altra parte dell’Adriatico a sorseggiare un tramonto di quelli che le cartoline non sanno immortalare, un amico suggerì che per vivere una vita felice fosse necessario vedere l’alba almeno un paio di volte all’anno. Ora, a onor del vero avrei avuto qualcosa da ridire su questa teoria, visto che il mio ideale di felicità si avvicina molto di più al concetto di sonno eterno piuttosto che a quello di autoinfliggersi un paio di levatacce ogni annata, ma dal momento che tutti sembravano piuttosto convinti di questa cosa non mi arrischiai a insistere sulla mia linea di pensiero bed-friendly, e continuai a godermi il cerchio rosso che in pochi secondi scivolava senza ripensamenti nel mare. Leggi il seguito di questo post »