Ben Lee, “Songs for silverman”

7 febbraio 2010

E’ sempre stato il mio sogno avere una mia rubrica settimanale dove poter snocciolare consigli e saccenza non richiesta, tipo "La posta del cuore" o similia, ma purtroppo gli eventi han fatto sì che diventassi più esperto di musica che di sentimenti, e la cosa non ha potuto avverarsi… Fortunatamente però ora ho finalmente l’occasione giusta per sanare questo mio mai sopito desiderio: degli amici, infatti, notando la mia sterminata ed encomiabile conoscenza in campo di uscite discografiche, mi han chiesto di dare loro dei "consigli per l’ascolto", per cui ho colto l’occasione e da oggi partirà la mia rubrica periodica dall’accattivante titolo "LA MUSICA DEL CUORE".
Come da idea di Umbe, ogni settimana (o giù di lì) proporrò un album che ritengo particolarmente ben riuscito, introducendolo brevemente… Bhè poi uno è libero di ascoltarlo, comprarlo, scaricarlo, regalarlo… io non mi prendo responsabilità, solo meriti!

Inizio con un disco bomba: "Songs the silverman" di Ben Folds. Ben è un pianista americano, attivo dall’inizio anni ’90, ed ha pubblicato numerosi cd sia come solista sia con il suo ex-gruppo "the Ben Folds Five" (un tipo per nulla egocentrico, direi…). Noto anche per essere stato parte integrante delle compilation del recente viaggio "8 nations in 3 days", Ben è un pianista estroso e smentisce il preconcetto secondo cui da un cantautore pianista ci si debba attendere solo ballads e canzoni lente e riflessive: sebbene non manchino i brani più tranquilli, come "Time" (dalla profonda line "in time i will fade away, in time i won’t care what you say, but time takes time"), in generale i brani sono uptempo e scanzonati, facendo guadagnare all’album l’etichetta di "alternative rock". Il cantato è anche abbastanza decifrabile, adatto dunque a chi usa le canzoni per rinverdire il proprio inglese.
Il titolo del cd (uscito nel 2005) deriva dal nome di un amico di Ben, tale "Goldman", a cui Ben faceva ascoltare le sue composizioni durante la stesura del disco. Io ho il disco da un paio di anni o forse più, e nonostante abbia anche altri cd di Ben, questo è senz’altro il mio preferito: lui e la sua band sono musicisti con i contromaroni, ma riescono a non farlo pesare dando sempre la precedenza alla melodia e alla godibilità dell’ascolto.
Highlits
Landed
Time
Curiosità: recentemente Ben ha pubblicato un disco ("Ben lee presents: University Acappella") in cui i migliori cori vocali universitari americani hanno reinterpretato le sue canzoni senza l’ausilio di strumenti, sotto la sua stessa direzione, o talvolta cantando con lui. Altro che Glee!
 

Graditi i commenti!

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3 Risposte to “Ben Lee, “Songs for silverman””

  1. Fab said

    Hehe, le coincidenze: dopo aver scritto questo post, scopro per caso il blog di Nick Hornby, uno dei miei autori preferiti… E dopo aver letto qualche riga, scopro che Nick sta scrivendo i testi per il prossimo album di Ben Folds che dovrebbe uscire a breve! Sono troppo felice!:)

  2. chelsea said

    Ce l’ho … ce l’ho il cd … preso su Amazon 🙂

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