Funziona così

2 febbraio 2010

     In pratica funziona così, che quando sono un po’ giù divento ipersensibile alla musica. E mica alla musica classica, o ai suoni in generale: proprio alle canzoni. Qualsiasi cosa ascolti, mi sembra che stia parlando di me in maniera incredibilmente ed eccezionalmente veritiera, e che ogni cambio di accordi sia stranamente melodrammatico, e che quella chitarrina slide messa lì così sia insuperabile, e così via con una serie di sensazioni per cui il cuore ha un tuffo ad ogni giro di Sol.
     Oggi funziona che sono un po’ giù perché mi sembra di non poter ricordare abbastanza. E non mi riferisco ai miei studi – certo, anche il non ricordarmi i farmaci e l’anatomia cerebrale ecc. è una bella rottura, ma non è il Pensiero Paranoide di oggi. Mi riferisco invece al fatto che non riesca a ricordare tutti i libri che ho letto, e i film che ho visto, e tutti i personaggi che per qualche ora ho creduto eccezionali, quelli che mi sembrava mi stessero segnando la vita; e poi non mi ricordo tutte le persone che ho conosciuto (hem… come qualcuno potrà ricordare grazie ad alcune mie celebri gaffes), non mi ricordo i palazzi e le luci delle città dove sono stato; non mi ricordo nemmeno tutte le canzoni che ho ascoltato, men che meno gli accordi di quelle che suono. Non riesco a ricordarmeli tutti: funziona così. E capirlo mi rende tristissimo, perché se non mi ricordo di un momento è, in definitiva, come se non lo avessi neppure vissuto. Oh, sono sicuro che gli Elbow in questa canzone parlassero proprio della stessa sensazione!
     E poi (ma forse è la conseguenza del problema di cui sopra) oggi son triste perché non riesco a vivere abbastanza. Oddio, non è che stia per morire, sia chiaro! È che per quanto mi sbatta all’infinito e cerchi di fare il doppio di una persona media (mmm… il doppio di una persona medio-scazzata, diciamo…), ci son troppe troppe cose che mi sfuggono (una volta ho detto "ho troppe troppe cose per la testa" e un amico mi ha risposto "sono i capelli". Ottima uscita!) Dicevo, ci son troppe cose che mi sfuggono: recentemente ho fatto un tuffo all’indietro nel blog di un amico, fino a leggere i post di prima che ci conoscessimo, ed è stato strano vedere e capire quanta vita ci sia stata mentre io vivevo un’altra vita, e quante cose avrei potuto fare e non ho fatto. Ma le avrei davvero potute fare? Non lo so. Di sicuro le ho perse, e mentre scrivo ne sto perdendo altre. Sono sicurissimo che ieri ho ascoltato una canzone che parlava proprio di questo… di chi diavolo era? di Moltheni forse?
Il pensiero positivo è stato capire che tutto questo significa necessariamente che ho tantissima voglia di vita. E realizzare questa cosa mentre si è immunsoniti, insomma, non è cosa da poco. Prossima canzone?
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