Dutur # 6

28 gennaio 2010

Non mi piace prendere in giro i pazienti per gli errori che fanno quando parlano delle malattie, perché scherzare sull’ignoranza di un’altra persona è una cosa meschina e poco fantasiosa. E’ troppo scontato: è come se qualcuno mi deridesse perché dal macellaio non so distinguere la carne di cavallo da quella di suino, per esempio, oppure perché confondo un integrale con una derivata. Ciò nonostante, nella mia analisi sulle tipologie umane che gravitando intorno ad un ambulatorio di medicina di base, devo necessariamente parlare anche di loro: gli Storpianti.
Gli storpianti sono quella categoria di pazienti che confondono il nome di un farmaco, una malattia, un esame diagnostico con un’altra parola, creando così dei costrutti piuttosto singolari e talvolta irresistibili: dal classico “Mi faccia la ricetta sennò devo pagare il tic” al sempreverde “Ho la diabete”, fino al più marrazziano “Mi han trovato la prostituta”, per non parlare dei farmaci i cui nomi astrusi si prestano ad ogni tipo di ritocco o trasformazione. Un sottogruppo interessante di questa categoria sono quelli che indicano l’organo per dire la malattia: per cui “Ho la prostata” per dire che hanno l’Ipertrofia Prostatica Benigna, “Ho la tiroide” per dire che son ipertiroidei, “Ho il colesterolo” per dire che hanno il colesterolo alto, e così via in una serie di metonimie che neppure il più audace poeta avrebbe mai azzardato.
La migliore è entrata in ambulatorio qualche giorno fa.
Poetessa: “Buongiorno dottore!”
Dott. B. : “Buongiorno signora P., come andiamo?” (ah, tra l’altro, io proprio non sopporto chi usa il plurale al posto del singolare per chiedere come si sta: cosa vuoi che ne sappia la signora P. di come stai tu? E’ già difficile capire come sto io, figurarsi se so pure come stai tu! )
Poetessa: “Bene dottore, ho appena ritirato gli esami di controllo, e sono proprio contenta: sa che avevo la tiroide… non ce l’ho più!!”
Fortunatamente, talvolta sono i medici a causare l’ilarità dei pazienti, ristabilendo in questo modo l’equilibrio mondiale delle cose (ah, tra l’altro, io credo molto nell’equilibrio mondiale delle cose: ad esempio, se mentre sono in ospedale mi accorgo di aver perso la penna che avevo nel taschino, mi approprio subito della prima penna che mi capita sottomano. Ne va dell’ordine mondiale delle cose).
Ieri mattina, infatti, verso la fine del turno entra in ambulatorio una signora straniera di origine non meglio precisata, accompagnata dalla figlia e dal relativo pargoletto per aiutarla nella traduzione  in italiano. Alla fine della visita, la dott.ssa M. si rivolge alla figlia: “Ma che belli questi bambini, quanti sono adesso, quattro?”
Figlia: “Sì, tre sono all’asilo, mentre questo qua è colpa di suo marito se ce l’ho!” – intendendo dire che il dott. B l’aveva convinta illo tempore a non interrompere la gravidanza, e a giudicare dalla gioiosità del bimbetto, non si può che esserne felici. Io però, colta l’ambiguità della frase, decido di alleggerire un po’ l’atmosfera con una battuta di spirito, e fingendo un dubbio impertinente esclamo con nonchalance : “In che senso?”
Non l’avessi mai detto. La signora straniera che teoricamente non capiva l’italiano mi guarda, strabuzza gli occhi, e poi perde il controllo: “Tu? Capito che dottore… Ahaha…. Dottoressa… ahahha!! CORNAA!! Hahaha !!! Dottore corna dottoressa!!! Ahahahaha! Corna! Ahahah dottoressa CORNA!!! Ahahah!” Scompisciandosi dalle risate e facendo inequivocabili gesti con le mani mentre la dottoressa M. si guardava intorno affranta e imbarazzata, e pure un po’ offesa, e io tentavo di riparare con dei “Ma nooo scherzavo, avevo capito che il dottore non ha fatto… hem…” compromettendo ancora di più la situazione e contagiando nell’ilarità pure la figlia, che evidentemente trovava spassosa l’idea di aver avuto un figlio dal dott. B…
Credo che per un po’ eviterò di sfoggiare il mio lato ironico in ambulatorio…
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3 Risposte to “Dutur # 6”

  1. ghiaccio-nove said

    eheheh!trascrivo un mio post del novembre scorso. (niente paura, è brevissimo eh!)ambulatorio medico. sto parlando, di nei, con una dottoressa.dottoressa: «dove li ha? sul dorso?»ghiaccio: «eh, un po’ da per tutto.»dottoressa (indicando il proprio petto con entrambe le mani) : «ma li ha sul dorso?»

  2. Fab said

    cercherò di riciclarlo nei prossimi giorni 😉

  3. […] visto che il repertorio non manca di certo (ne avevo già parlato anche qua), ho pensato di dare anche sul mio blog il giusto spazio a queste scene di ordinaria ilarità in […]

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