The Girl From Tiger Bay

24 gennaio 2010

1 Gennaio 2010. Pomeriggio. Con la palpebra ancora cadente, girovago un po’ per il web, e cazzeggiando tra i siti musicali più fidati trovo notizia dell’uscita di un nuovo disco di inediti di Shirley Bassey. Non conosco quasi nulla di lei, ma la notizia mi incuriosisce: gli interpreti della sua stazza artistica e della sua età, infatti, solitamente fanno capolino sugli scaffali dei negozi di dischi solo per raccolte, ristampe, dischi di cover o riletture di loro successi, e solo in rare occasioni si avventurano nella scommessa di un intero disco di inediti. Dunque, anche se generalmente la musica melodica orchestrale da crooner non è pane per i miei denti, decido di procurarmi il disco (ok, “procurarmi” è il termine politically correct…). 
E quello che sento mi lascia stupefatto.
Potrei dire molte cose: potrei parlare della produzione in studio assolutamente perfetta, delle orchestrazioni  impeccabili e dei suoni appaganti e misurati. Potrei parlare delle canzoni, di altissimo livello (la opening track “Almost There”, la giustamente lead-single “Girl From Tiger Bay”, la chiusura di “After Ther Rain” e “The Performance Of My Life”). Potrei parlare degli autori di ogni genere che hanno scritto per lei queste canzoni (Rufus Wainwright, Neil Tennant dei Pet Shop Boys, i Manic Street Preachers giusto per dire i primi che mi sovvengono), e potrei, anzi dovrei parlare dell’età di questa signora di quasi 80 anni che nelle foto di copertina non ne dimostra 50.
Ma quello che mi ha colpito, quello che alla fine del disco me l’ha fatto rimettere daccapo per giorni e giorni, è la freschezza con cui canta. Canta come se si fosse appena alzata una mattina d’estate, e invece di fare una corsa sulla spiaggia si fosse messa al microfono. Canta e non lo fa pesare: nonostante tutti le abbiano scritto canzoni di largo respiro dove ogni verso si presta al più ardito dei fraseggi, Dame Shirley se ne va sempre liscia, lasciando gli abbellimenti alle cantantine Careyformi, ignorando tutte le esibizioni di bella voce che poteva fare. Canta e non urla: canta e non urla (sì, Laura Pauseney, mi rivolgo a te: canta, e non urla), nonostante la potenza ce l’abbia, e solo al momento giusto, non un secondo prima, la tira fuori, e sale, e sale, e con una parola sbaraglia tutte le Urlanti e le Susan Boyle d’europa e d’oltreoceano. E poi, con un battere di palpebra ritorna all’eleganza della freschezza della ragazza di Tiger Bay.
There’s a crack in every pavement
Underneath there is a beach
It’s been a long time longing
As history repeats

Yes many times I’ve wondered
Why a part of me remains
In a place so full of beauty
That somehow never changed

I bought a ticket of a lifetime
There’s no denying who I am
Forever young, I will stay
The girl from Tiger Bay


Time has me believing
That there’s nothing left to prove
I feel the love within me
And love can’t be removed

There’s a crack in every pavement
Underneath there is a beach
It’s been a long time longing
As history repeats

I bought a ticket of a lifetime
There’s no denying who I am
Forever young, I will stay
The girl from Tiger Bay


All the memories and the scars
They dance away into the stars


I bought a ticket of a lifetime
There’s no denying who I am
Forever young, I will stay
The girl from Tiger Bay
The girl from Tiger Bay

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