Dutùr! #5

19 gennaio 2010

     Col dott. B, invece, ho un rapporto più distaccato, sebbene pure lui sia sempre gentile con me, grazie soprattutto delle profonde agilità informatiche di cui ho potuto fare sfoggio in questi giorni (quali: collegare la spina dello scanner al computer; mettere la chiavetta USB nell’ingresso USB, trovare con maestria il comando per fare il backup, nascosto dal criptico nome “backup”, ecc…). Nonostante la buona nomea che mi sono guadagnato con le mie abilità tecniche, tuttavia, mantengo ancora un rispettoso distacco col Dott. B, e quando sono con lui non oso mai suggerire farmaci o diagnosi, e men che meno correggere quello che dice o prescrive. Qualche volta, però, ho come l’impressione che si concentri troppo sui dettagli perdendo di vista il quadro generale…
L’altro giorno, entra in ambulatorio una paziente esagitata, saluta il medico a gran voce, e gesticolando copiosamente racconta di come negli ultimi tempi le capiti di avere degli attacchi improvvisi di paura, con sensazione di soffocamento, parestesie alle estremità, sudorazione profusa e che per tale motivo deve stendersi e per qualche minuto non riesce a riprendersi. Insomma, un attacco di panico, ho pensato. Ma il dott. B. non ha pensato lo stesso.
Dott. B. “Mmm… e il cuore, le batteva?”
Esagitation: “Sì , batteva a più non posso!”
Dott. B. “Mmm… potrebbe essere un’aritmia… Fabrizio, prescrivi una visita cardiologica con ecg”
Io, titubante: “Hem… e cosa scrivo come diagnosi?”
Dott. B: “Metti… metti tremori”
Esagitation: “Ma dottore, NON HO I TREMORI!”
Dott. B: “Mmm… ma aveva sensazione di caldo? Sì?… mmm… potrebbe essere un’ipertiroidismo… Fabrizio, prescrivi anche gli esami ematici degli ormoni tiroidei”
Esagitation, visibilmente esagitata: “Ma dottore, li ho fatti l’anno scorso, andavano bene!”
Dott. B. “Mmm… potrebbe essere una reazione allergica a qualche sostanza… cos’aveva mangiato prima di questi attacchi?”
Esagitation: “Ma niente di particolare… riso in bianco… pasta…”
Dott. B: “Eh ma non si sa mai… a volte, anche in una caramella ci può essere un tale conservante a cui lei è allergica e… TAM! Va in un anafilassi! Magari possiam fare anche le prove allergiche…”
Esagit: “Ma dottore, non sono mai stata allergica a niente! Ho solo il mio solito reflusso gastroesofageo!”
Dott. B. : “Ah, e vero, il reflusso… bhè, potrebbe anche essere quello, sa? Magari lei ha mangiato qualcosa di strano, e ha fatto indigestione!”
Esasperation: “Ma dottore, il RISO IN BIANCO!!”
A quel punto, ho pensato che forse era il caso di superare le mie remore e sollevare un dubbio… "Hem… dottore, mi scusi… ma… in caso di attacchi di panico di solito che farmaci si usano?”
 
     Oltre che per le mie competenze informatiche, poi, stamattina ho saputo farmi notare anche per le mie destrezze artistiche e illustrative. Verso la fine della mattinata, infatti, entra in ambulatorio una signora, sui cinquant’anni, visibilmente preoccupata dall’esito di un’ecografia addominale che mostrava la presenza di una “Cisti annessiale”. La dott.ssa B, con religiosa calma, ha iniziato a spiegarle che non c’era motivo di preoccuparsi, ma la signora restava comunque inquieta:
Inquieta: “Ah, dice che non devo preoccuparmi… ma… non ho ben capito cosa significa che è una cisti alessian… alessand…”
Dott.ssa M. : “E’ una cisti annessiale: significa che è in prossimità degli annessi uterini”
Inquieta: “Ah… e dove sono… questi…. questi annessi?”
Dott.ssa M. “Gli annessi sono o le tube o le ovaie, che sono vicine all’utero, ma non fanno parte dell’utero… se avessi qua un atlante per farle vedere… ma temo proprio…"
A questo punto, vedendo la dottoressa in empasse e la signora perplessa, decido di intervenire e seguendo la mia indomita vena artistica prendo carta e penna e faccio uno schizzo dell’apparato genitale femminile, “Qua c’è il suo utero, qua ci sono le sue tube uterine, e qua ci sono le sue ovaie, dove maturano gli ovociti… La sua cisti è qua e bla bla…” mostrando finalmente alla signora il significato di quella diagnosi che la preoccupava tanto. Tutto sembrava risolto, la dott.ssa M. mi guardava con occhi più cristiancaritatevoli che mai, ma la signora, forse sentendosi un po’ più coraggiosa grazie alla scoperta della sua genitalità, punta il dito sul disegno, e con sguardo curioso mi chiede: “E questo, che cos’è: è il mio utero?”
Io: “No, signora, questa è la sua vagina…”

P.S. alla fine la signora si è portata via il disegno… evidentemente non si sentiva tranquilla a lasciare in giro i suoi genitali interni…
 
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