In Consulti

8 dicembre 2009

Circa un mese e mezzo fa mi sono laureato. Ebbene sì. E da allora, la mia vita è rimasta sostanzialmente invariata: la mattina mi alzo e in bicicletta vado in ospedale, pranzo con un panino veloce al solito baretto dove le cameriere hanno un perenne ciclo mestruale, e in tutto il tempo che mi rimane studio, poi studio e ancora studio. Ho cambiato appartamento (ma sempre con degli student… hem Dottori come me), ho sempre il solito camice stropicciato nella solita borsa a tracolla,  e quando guardo Dottor House continuo a non indovinare la diagnosi. Ho molte più penne stilografiche di prima ma continuo a non saperle usare; ho il mio stesso armadietto in aula studio, e quando entro in ospedale negli orari chiusi al pubblico per farmi aprire dall’usciere continuo a qualificarmi come “studente”.

L’unica effettiva differenza, ora che a rigor di burocrazia dovrei farmi chiamare “Dottore”, è che ora la gente mi chiede consigli. Anzi, consulti. E in maniera inconsulta! Il tutto è iniziato a pochi giorni dal mio rientro dopo il viaggio di laurea, quando mi son trovato nella casella di posta elettronica l’email di un’amica, anch’essa studentessa di medicina, che mi chiedeva gli effetti collaterali neurologici di un tale antibiotico (stavo per andare a cercarli sul libro, quando mi sono accorto che era un azione che poteva fare benissimo anche lei). Dopodiché è arrivata una lettera di un amico chiedendomi pareri su un bravo neurologo da consigliare ad un conoscente che aveva un amico con un figlio che aveva un vicino di casa con una malattia neurologica non meglio specificata. E così via, con altre richieste di “nomi” raccomandabili chi per l’una chi per l’altra cosa, per campi vicini o meno ai miei interessi. Sono poi seguite richieste più specifiche, tipo: “Ho un’emissione di sangue dalle urine, secondo te ho un tumore?” oppure: “La mia ragazza ha probabilmente una malattia incurabile, ti va di darle un occhiata?” ed altre lievi domande per nulla imbarazzanti o impegnative. Le richieste di consulenze sono iniziate a fioccare in maniera imbarazzante, attraverso tutti i canali di comunicazione: e-mail, sms, chat, piccioni viaggiatori, segnali di fumo – il tutto senza contare le mai sopite richieste di informazioni mediche per sé e per gli amici da parte dei miei famigliari.

Ora, io sono davvero, davvero molto contento di sapere che la gente si fidi di me, e che quel pezzo di carta con dei numerini sopra abbia del tutto sdoganato le remore a saziare le più profonde curiosità mediche, ma… io continuo ad essere all’incirca quello che ero un paio di mesi fa, mi sono giusto fatto crescere un po’ di barba per apparire più autorevole (o più sexy, dipende dai punti di vista), ma quello che ci sta dietro ha bisogno ancora di qualche tempo per essere dispensatore di consulti medici affidabili. Ma ovviamente nel frattempo non smettete di chiedermi informazioni e consigli, altrimenti avrò la certezza che la barbetta non è proprio servita a nulla.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: