Sleep like the ocean

11 settembre 2009

“Buongiorno Fabrizio, come va?”
“Bene grazie, dottoressa. Ho solo avuto qualche altro episodio di deja-vu, l’ultimo il 30 Agosto.”
“Ah. E gli altri, quando?”
“Dunque, a Giugno per una settimana ne ho avuti uno o due al giorno, un paio a Luglio, alcuni a Marzo, a Maggio, e…”.
“Mmm… dunque non hai avuto molti mesi liberi… Settembre, sì, ma è appena iniziato… hai qua gli esami? Ecco, bene… dunque… ah, il dosaggio ematico è di nuovo basso…”
“…”
“Non hai fatto una risonanza di controllo? Bhè sarà meglio farla…”
“…”
“Va bene, intanto porti il Tegretol della mattina da 200 a 400… lo sai no, il nostro obiettivo è non avere più niente, mentre ora hai ancora parecchi episodi…”
“Certamente…”
Tutto regolare, ovvio, giusto e corretto. Non fosse altro che stavo iniziando a cominciare a pensare a quando avrei potuto diminuire il farmaco, e liberarmi così dell’effetto collaterale della carbamazepina che più mi pesa: il sonno. Ok, non è un dramma: ci sono farmaci che rendono impotenti, che ammazzano le difese immunitarie, che rovinano il fegato, i reni e tutto il resto, mentre un po’ di sonno è quasi una cosa piacevole, e mentre lo dico mi vedo le facce di tutti quelli che dormirebbero anche 17 ore al giorno se questo fosse l’unico prezzo da pagare per guarire da qualcosa… 
Ma scrivo queste parole dopo essermi svegliato da un sonnellino pomeridiano di un’ora e mezza, naturalmente preceduto da dieci ore di sonno notturno, nella mia prima giornata ovattata di aumento della terapia, dove con la palpebra calata cazzeggio per casa, vedendo tutto morbido e senza riuscire a sostenere un po’ di concentrazione per più di mezz’ora neppure per leggere il giornale, consapevole che nei prossimi giorni l’effetto aumenterà ancora, per poi iniziare lentamente ad andare in tolleranza per stabilizzarsi infine su un simpatico fabbisogno giornaliero di n ore (non so, ora viaggiavo sulle 9 ore abbondanti per notte, spero di non salire troppo). 
Fuori è scoppiato il temporale, dalla finestra aperta entrano in rapida successione odori diversi, asfalto bagnato, menta, terra bagnata, e altri che non so riconoscere… Lascio un attimo il pc acceso sul tavolo mentre mi sdraio a chiarire le idee su come terminare questo post…
 
(tutto iniziò a Febbraio 2008…)
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3 Risposte to “Sleep like the ocean”

  1. amartia said

    …e ti sei addormentato 🙂

  2. Fab said

    …like the ocean 😉

  3. amartia said

    Sveglia! e fammi compagnia chè qui c’è gente che gli esami sta per finirli ma non è ancora successo!E non funziona che hai finito tu e allora puoi dormir così!! 😀

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