Mosca Cieca

13 dicembre 2008

 

     Finchè non capirono più niente, persero l’equilibrio e si ritrovarono tutti e tre a volteggiare gambe all’aria. Li ho visti così: il loro visi così vicini, i respiri ormai in preda al panico, confondendo l’aria e mischiando speranze e tremori.

     Mani sulle spalle, dita sulle mani, il suono si fa più assordante mentre le braccia si schiudono, si stringono, si trascinano e si riprendono, i morsi diventano abbracci, scappano e incappano nelle gambe l’un dell’altra.

     E infine, svegliandosi scoppiano a ridere. Dov’era finita la benda per gli occhi?

 

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