T(i’m)e

7 dicembre 2008

     Non è una gran scoperta, vero?, che ci sia un tempo per tutto. Un tempo per gli Oasis, e uno per i Sigur Ròs. Un tempo per il liceo, uno per Iseo e uno per Brescia. Un tempo per le vacanze al mare e uno per i viaggi. Uno per uscire a tutti i costi e uno per dormire a tutti i costi. C’è anche un tempo per il blog, che forse sta finendo, o forse non ancora… Ogni cosa ha il suo tempo, e nel mio caso saranno anche tempi assurdi, ma non cambia il concetto: what’s done is past and gone.

     (Ed è per questo che non trovo il senso delle cene di classe, e nel pretendere che il passato sia presente, ed è per questo che sono così preoccupato di come gestire il mio tempo, perché se voglio evolvermi non posso aggrapparmi a tutto ma devo lasciare andare quello che non appartiene più all’oggi, e devo sceglierlo con cura.)

     E la logica e semplicissima conseguenza di questa straordinaria scoperta, è che c’è un tempo per crescere, per affrontare le difficoltà a viso scoperto accettando la quota di sofferenza che ne deriva. Oggi è quel tempo.

 

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4 Risposte to “T(i’m)e”

  1. valentina said

    uau fabri..che intervento profondo..bello però…esprime bene anche quello che penso io ultimamente..diciamo che sto un po’ cercando me stessa…ma non mi trovo!!!! 🙂 in compenso mi ha trovato chimica…meglio che le scappo ora!!! ciao amico dei dalmata! 😉 baciuz

  2. Fab said

    solo perchè io son stato trovato da un Dalmata (che tra l’altro si intona con la foto dell’intervento) non significa che io stia cercando un cane… oddio cosa sto dicendo… dev’essere la Rabbia…

  3. chelsea said

    Anche io non mi sono mai attaccata al passato.Vivo il presente .. a volte penso al futuro, ma mi deprimo.Ora vorrei riuscire a vivere giorno per giornocon quel che arriva e quel che va via ..forse per me sarebbe meglio.No more illusions.

  4. Fab said

    Mmm… sì, quello che intendevo dire è che c’è un tempo per ogni cosa, ed è inutile sia cercare di fare cose di cui non sono ancora maturi i tempi, sia l’opposto, ossia far finta che siano ancora attuali cose che appartengono al passato. Uno ci può anche provare, ma ne risultano solo errori, o finzioni. Per cui meglio lasciare andare le cose di ieri, se il loro tempo è finito.:-)

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