Still, pretty good year

29 dicembre 2008

     Oggi mi sono arrivate nuove foto e video dalla Finlandia, ed hanno caricato un bel po’ di ricordi a quell’Agosto nel nord, e da lì a tutto l’anno che sta finendo.
     Il mio 2008 è stato un anno lungo, forse per quel 29 febbraio in più dei tre anni precedenti e successivi, forse per qualche congiunzione astrale di cui qualche oroscopo mi avrebbe dovuto avvertire, comunque sia è stato un anno densissimo. Ho fatto molte cose, e me ne sono successe altrettante: alcune erano programmate, la maggior parte sono state sorprese, imprevisti, eventi sconvolgenti e qualcosa mi ha pure cambiato la vita. Ma questo mi rende solo felice, ed anche un po’ orgoglioso, perchè è esattamente quello che voglio: fare il più possibile, sentire il tempo che passa scavando dei solchi invece che scivolando via insensibilmente. Quest’anno nessun mese è arrivato all’improvviso, e spero che possa essere sempre così – anche se mi rendo conto di quanto sia rischiosa un’affermazione del genere!
     Non ho dei buoni propositi per l’anno nuovo, piuttosto ho delle forze a cui fare appello: ho bisogno di coraggio, per le difficoltà che mi guardano dritto in faccia, e che dovrò per forza affontare. Poi ho bisogno di tenacia e perseveranza, per gli studi che quest’anno dovrei finire (Sorpresa). Infine spero in una genuina dose di egoismo, per riuscire a non dimenticarmi di me e di quello di cui ho bisogno, per trovare anche quest’anno un po’ di tempo per le mie treiladucentosettantacinque passioniAnimoticon.
    L’unico punto fermo è come sempre la musica, punto di partenza e di arrivo, sicuro rifugio in ogni circostanza e liberazione da ogni demone. As the wiseman says: music’s the best lover.
 
Prendi forza Datti fiato
Questo è il tempo di decidere:
Vuoi davvero Esistere
O soltanto sopravvivere?

Quante cose non ho mai fatto
Quante volte ho rimandato a un’altra volta
Quanti giorni non posso ricordare
Sottovuoti e vuoti a rendere

Non cercare Di capire
Se è fatica o è paura

Senza rabbia Né ossessione
Senza impegno ed ambizione
Col coraggio di sbagliare

Con le mani aperte come il mare
E la voglia di imparare
Questa volta non c’è un’altra volta
Vuoi venire insieme a me

Cammino a piedi nudi e sento l’umido
Sperando di scoprirmi uomo sulla Terra
All’improvviso un vento gonfia l’onda
Si infrange su di me
mi fa rinascere
mi lascio esistere

spero di esistere
ogni attimo di questa vita immensa mi spalanca
spero di resistere
oltre il bisogno di essere una storia o una leggenda
e di resistere

esperienze sensazioni
fanno il tempo sopportabile

prendi forza datti fiato
per esistere e resistere

senza ruoli e senza costruzioni
al di là del dover essere migliore
e anche se non mi ricorderò di un giorno
io sarò sicuro che ho vissuto

cammino ancora a piedi nudi e sono io
sperando di essere sempre uomo sulla Terra
e da lontano vedo ancora l’onda
si infrange su di me
(mi fa rinascere)
mi lascio esistere

spero di esistere
di aver dentro sempre tutta questa vita immensa
e di resistere
vivendo la mia storia anche se non sarà leggenda
ma sempre insieme a te.

 
 

(Max Gazzè: "Vuoti a Rendere",
una delle canzoni più belle di quest’anno e di sempre)

O è Natale tutti i giorni

19 dicembre 2008

E’ quasi Natale e a Bologna che freddo che fa
Io parto da Milano per passarlo con mamma e papà
 
Il mondo forse no, non è cambiato mai
e pace in terra no non c’é e non ci sarà
perché noi non siamo uomini di buona volontà
 
Non so perché questo lusso di cartone
se razzismo guerra e fame
ancora uccidon le persone.
 
Lo sai cos’é, dovremmo stringerci le mani
O é Natale tutti i giorni o non é Natale mai
 
E intanto i negozi brillano e brilla la TV
e le offerte speciali e i nostri dischi si vendono di più
 
Il mondo forse no, non é cambiato maie pace in terra
forse un giorno ci sarà
perché il mondo ha molto tempo,
ha tempo molto più di noi
 
E intanto noi ci facciamo i regali
il giorno che è nato Cristo
arricchiamo gl’industriali
e intanto noi ci mangiamo i panettoni
il giorno che è nato Cristo
diventiamo più ciccioni
 
Lo sai cos’é, dovremmo stringerci le mani
O é Natale tutti i giorni o non é Natale mai

(Jovanotti e Luca Carboni,
su "More Than Words" degli Extreme)

Mosca Cieca

13 dicembre 2008

 

     Finchè non capirono più niente, persero l’equilibrio e si ritrovarono tutti e tre a volteggiare gambe all’aria. Li ho visti così: il loro visi così vicini, i respiri ormai in preda al panico, confondendo l’aria e mischiando speranze e tremori.

     Mani sulle spalle, dita sulle mani, il suono si fa più assordante mentre le braccia si schiudono, si stringono, si trascinano e si riprendono, i morsi diventano abbracci, scappano e incappano nelle gambe l’un dell’altra.

     E infine, svegliandosi scoppiano a ridere. Dov’era finita la benda per gli occhi?

 

T(i’m)e

7 dicembre 2008

     Non è una gran scoperta, vero?, che ci sia un tempo per tutto. Un tempo per gli Oasis, e uno per i Sigur Ròs. Un tempo per il liceo, uno per Iseo e uno per Brescia. Un tempo per le vacanze al mare e uno per i viaggi. Uno per uscire a tutti i costi e uno per dormire a tutti i costi. C’è anche un tempo per il blog, che forse sta finendo, o forse non ancora… Ogni cosa ha il suo tempo, e nel mio caso saranno anche tempi assurdi, ma non cambia il concetto: what’s done is past and gone.

     (Ed è per questo che non trovo il senso delle cene di classe, e nel pretendere che il passato sia presente, ed è per questo che sono così preoccupato di come gestire il mio tempo, perché se voglio evolvermi non posso aggrapparmi a tutto ma devo lasciare andare quello che non appartiene più all’oggi, e devo sceglierlo con cura.)

     E la logica e semplicissima conseguenza di questa straordinaria scoperta, è che c’è un tempo per crescere, per affrontare le difficoltà a viso scoperto accettando la quota di sofferenza che ne deriva. Oggi è quel tempo.