Piece by piece

22 ottobre 2008

Ora lo sentiva: un terribile sospetto, poi una verità sempre più grande e difficile da nascondere: si erano allontanati.
     Lui sempre più inspiegabilmente triste (lo odiava quando era così!) con quella stupida corazza di mal di vivere che nn sapeva spiegare, lui che era l’aiuto e il sorriso per tutti, a casa si trasformava in una pietra: pozze di dolore e onde di gioia, come diceva John.
     Lei lacerata dai suoi bisogni di cambiamento e dai desideri impossibili, una forza della natura che si sarebbe rivolta contro sé stessa in una devastante tempesta di fuoco. Avrebbero voluto prendersi per i capelli, infilarsi le mani tra le viscere per rimettere a posto, pezzo dopo pezzo, queste confusioni di umanità. E ora, chiusi in questa stanza d’albergo, non avevano più pareti dietro alle quali nascondersi, si guardano negli occhi e sanno che l’epilogo non è più procrastinabile; domattina pagheranno il conto, e torneranno a casa con due taxi separati.
     Oppure faranno finta di niente, come negli ultimi ventiquattro anni.
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