(da: Giornale di Brescia, mercoledì, 29 ottobre 2008)

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I libri per l’esame di Fisiologia: per molti studenti rappresentano un ostacolo quasi insuperabile

 

Parliamo un po’ del "precarico" (per i molti che stanno sgranando gli occhi con aria perplessa: ci troviamo nel cuore). Ma perché non soffermarsi anche sull’area di "isteresi" (siamo passati ai polmoni)? E sulla "clearance" della creatinina (qui stiamo facendo i conti con i reni) non vogliamo spendere neanche una parola? Gli studenti di Medicina avranno già drizzato le antenne: nelle righe precedenti non si è fatto altro che pescare a caso nel proteiforme mucchio di domande nelle quali i futuri medici possono imbattersi durante l’esame considerato dai ragazzi come il vero scoglio del corso di laurea: Fisiologia Umana.

Il corso e l’esame

Il corso di Fisiologia Umana abbraccia l’ultimo semestre del secondo anno e il primo del terzo. Si tratta di studiare "il funzionamento integrale di tutti i sistemi e apparati in un individuo sano", spiega Valentina, al quinto anno di Medicina. Per capirci: partendo dai meccanismi interni della più piccola cellula umana, si arriva alle leggi che governano i nostri organi. Un esame fondamentale insomma, perché "se non sai come funziona un individuo sano – prosegue Saverio, anche lui al quinto – non puoi capire come funziona quello malato".

Tre le parti in cui è stato suddiviso l’esame, da poter sostenere in itinere oppure a lezioni finite. Lo studio della prima parte, Fisiologia cellulare, è valutato attraverso un test. "Non è sicuramente la tranche più difficile", commenta Angela, tutor di Medicina. Anche i dati mostrati da Claudio Maioli, titolare della cattedra, sembrano confermare: la percentuale dei promossi all’ultimo scritto è del 91%. In termini di tempo i ragazzi parlano di circa 2 settimane per preparare lo scritto, da sommare alla frequenza delle lezioni. Il discorso cambia per gli altri due blocchi: Neurofisiologia è orale, così come Fisiologia dei sistemi. Qui i tempi si dilatano: una media di due mesi per preparare la prima, mentre per Fisiologia dei Sistemi – la più temuta – si va dai 2 ai 4 mesi. Per questa parte si è arrivati ad avere fino al 50% dei bocciati. "Un anno di studio e sono stato bocciato in 5 minuti", racconta Saverio.

È difficile perché…

"È il primo vero esame di Medicina dove non basta lo studio mnemonico – commenta Diego, all’ultimo anno di corso – bisogna capire tutti i funzionamenti nel dettaglio". Non solo: l’esame è la summa di tutto ciò che si è studiato in precedenza", sottolinea Fabrizio, del sesto anno. Su questo punto interviene anche il prof. Maioli: "Le vere difficoltà le hanno gli studenti fuori corso: coloro che hanno studiato gli esami dei primi anni male, o che sostengono Fisiologia parecchio tempo dopo aver frequentato". Ma ci sono altri fattori: "Sono cinque i docenti che spiegano e soprattutto non c’è un testo di riferimento unico", dice Valentina.

Questi i suggerimenti da chi ha passato l’esame: "Primo: seguire le lezioni. Secondo: sfruttare la possibilità di darlo in tre riprese. Terzo: vietato imparare a memoria. Quarto: non provate a dare l’esame se non siete sufficientemente preparati, si irritano incredibilmente" (per avere consigli sugli esami ci sono i tutors: www.tutors.altervista.org)".

Tiziana De Giorgio

 

Piece by piece

22 ottobre 2008

Ora lo sentiva: un terribile sospetto, poi una verità sempre più grande e difficile da nascondere: si erano allontanati.
     Lui sempre più inspiegabilmente triste (lo odiava quando era così!) con quella stupida corazza di mal di vivere che nn sapeva spiegare, lui che era l’aiuto e il sorriso per tutti, a casa si trasformava in una pietra: pozze di dolore e onde di gioia, come diceva John.
     Lei lacerata dai suoi bisogni di cambiamento e dai desideri impossibili, una forza della natura che si sarebbe rivolta contro sé stessa in una devastante tempesta di fuoco. Avrebbero voluto prendersi per i capelli, infilarsi le mani tra le viscere per rimettere a posto, pezzo dopo pezzo, queste confusioni di umanità. E ora, chiusi in questa stanza d’albergo, non avevano più pareti dietro alle quali nascondersi, si guardano negli occhi e sanno che l’epilogo non è più procrastinabile; domattina pagheranno il conto, e torneranno a casa con due taxi separati.
     Oppure faranno finta di niente, come negli ultimi ventiquattro anni.

Self-addressed

12 ottobre 2008

 
Dici che i tuoi fiori si sono rovinati non hai abilità
questa nazione è brutta ti fa sentire asciutta senza volontà
e gioca a fare Dio manipolando il tuo DNA
così se vuoi cambiare invece resti uguale per l’eternità

     ma non c’è niente che sia per sempre 
     perciò se è da un po’ che stai così male 
     il tuo diploma in fallimento è una laurea per reagire


puoi finger bene
ma so che hai fame

 
 

tutto è efficacia e razionalità niente può stupire
e non è certo il tempo quello che ti invecchia e ti fa morire
ma tu rifiuti di ascoltare ogni segnale che ti può cambiare
perchè ti fa paura quello che succederà se poi ti senti uguale 

     ma non c’è niente che sia per sempre 
     perciò se è da un po’ che stai così male 
     il tuo diploma in fallimento è una laurea per reagire

sai finger bene
ma so che hai fame 

 
 

 non è niente
  non è per sempre
   è troppo ormai
    che stai così male
     il tuo diploma in fallimento
      è una laurea per reagire 
       non è niente 
        non è per sempre

 
 
(afterhours – non è per sempre)

Senza senso

10 ottobre 2008

     Entro in casa, e ancora sbalordito chiudo la porta dietro di me. Barcollo contro il divano, mi lascio cadere sul letto e stringo le mani fino a farle sanguinare. Non c’è nessuno in casa, vorrei abbandonarmi ad un grido potente ma tutto diventa confuso e sbiadito… Qualcuno ha rotto qualcosa nel mio petto, qualcuno mi ha messo una palla di cristallo e per poi stringere il pungo e frantumarla in mille pezzi. Un ricordo mi assale e sento l’incorecibile desiderio di inseguirlo, non posso far altro che lasciarmi trascinare sempre più giù, e metre perdo lentamente i sensi sento il suono lontano del vento che enra gelido dal finestra lasciata aperta.
     Perchè è andato tutto così male?
     Perchè è tutto così assurdo?
     Perchè abbiamo finito con lo stare entrambi di merda?
 
This is our last goodbye
I hate to feel the love between us die
But its over
Just hear this and then Ill go
You gave me more to live for
More than you’ll ever know
 
This is our last embrace
Must I dream and always see your face
Why cant we overcome this wall?
Well, maybe its just because I didn’t know you at all
 
Kiss me! please kiss me!
But kiss me out of desire, babe, and not consolation
You know it makes me so angry cause
I know that in time
Ill only make you cry, this is our last goodbye
 
Did you say "no, this cant happen to me"?,
And did you rush to the phone to call?
Was there a voice unkind in the back of your mind
Saying maybe you didnt know him at all?
Well, the bells out in the church tower chime
Burning clues into this heart of mine
Thinking so hard on her soft eyes and the memories
Offer signs that it’s over… it’s over
 
(Jeff Buckley – "Last Goodbye")

The truth is:

7 ottobre 2008

 
did i say that i loathe you?
did i say that i want to
leave it all behind?
 

i can’t
take
my mind
off of you

 

 

‘til i find somebody new

Chase the moon

4 ottobre 2008

 
     Seduto sul sedile posteriore abbassi il finestrino, e col vento in faccia cerchi di inseguire la luna. La macchina fila liscia, acceleri e acceleri e la luna si sposta sempre: ogni giro di ruota si allontana di mille anni luce e non si lascia mai avvicinare.
     Vent’anni dopo, stai correndo: questa volta su una spiaggia, e la luna è così grande, pensi che se allungassi la mano potresti quasi toccarla, eppure ancora ti sfugge. Svolti l’angolo, e lei è sempre avanti a te, e tu corri, corri, provi ad inseguirla e non ti avvicini mai.
     Poi di colpo ti volti, e scopri che è rimasta indietro: sei tu ora a doverla trainare, e fai leva su tutte le tue forze affinché tu possa muoverla con te, ora che hai preso velocità e non riesce più a tenere il tuo passo. Ti sta sfuggendo di mano? O forse è solo il gioco della prospettiva, e trovato il ritmo state rotolando insieme in due cieli diversi? Ma devi affrettarti a raggiungerla: l’alba si avvicina.
 
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