Sigur Ròs live in MI 13.07.08

14 luglio 2008

     Un concerto, almeno per come la vivo io, è un’esperienza mentale: non è semplicemente l’azione fisica di andare in un tal posto, sedersi ed ascoltare della musica. E bhè, non posso nascondere in tal senso qualche delusione per il concerto di ieri sera dei Sigur Ròs.
     Primo colpevole il tempo, in entrambi i sensi: il tempo meteorologico, che per tutta la serata ha lanciato lampi e fulmini minacciano tempeste drammatiche, e che invece si è limitato a pioverci addosso per tutta la serata. Ma ovviamente il concerto è stato “abbreviato” di una buona mezz’oretta per non rischiare di avere un pubblico spappolato dalla grandine. E poi il tempo fisico: sempre causa maltempo, l’esibizione è stata anticipata di qualche minuto, così che il concerto è iniziato dopo pochi minuti dal nostro ingresso nell’arena. Bhè, rischierò di essere banale, ma a me piace godermi l’attesa del concerto: passare un po’ di tempo sotto il palco, osservare la disposizione degli strumenti, ascoltare i supporter, e ancora meglio se si riesce a sentire il soundcheck… solo così riesco ad entrare nel profondo della successiva esibizione.
     E infine, anche lo spazio: mai più concerti in tribuna. In pratica, sembrava di vederli in tv, solo che mi pioveva addossoDeluso.

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    Però, loro, sono dei grandi. Per buona parte del concerto sul palco erano 12 musicisti, e gli strumenti suonati erano molti di più. Repertorio che spaziava dalle prime cose della band (Hafssòl, un crescendo incontrollabile verso la cacofonia), agli ultimi lavori (stupito da come Gobbledigook sia venuta bene dal vivo!), comprendendo tante cose in between: Sfevn-G-englar (l’unica concessione ai sigur ros eterei e sognanti come li abbiamo conosciuti in molti), Saeglopur (meravigliosa, sempre fantastica), dando forse troppo spazio agli episodi più ritmici e movimentati a scapito delle "atmosfere rarefatte" di cui si parla in tutte le biografie della band (ma, duole ripeterlo, sono tagli alla scaletta causati dal maltempo).
    Scenografia sul palco più contenuta rispetto al tour precedente, ma comunque davvero curiosa, con dei palloni giganti che si illuminavano con tonalità e ritmi diversi a seconda delle canzoni. Tanti ottoni in più rispetto al passato, scelta che mi piace molto e che aggiunge una dimensione gloriosa anche alle canzoni più vecchie.
    Ma con tutto ciò, non nascondo il retrogusto amaro per quello che poteva (doveva!) essere e non è stato, il taglio delle canzoni più intime e emozionanti, il coinvolgimento "livello TV", il non aver visto nemmeno la loro faccia…

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2 Risposte to “Sigur Ròs live in MI 13.07.08”

  1. filippo said

    un gruppo a dir paco emozionante

  2. Fab said

    ti do senz’altro ragione:)
    (che bello vedere le due copertine dei cd una sotto l’altra!)

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