Su di un foglio leggero

30 maggio 2008

 
Camminando mi specchio in una vetrina. You don’t walk: you dance, mi dice. Resto avvolto nel pensiero per sempre: è come i campi di viti, è come il faro in piena notte fra gli alberi, my woods. Ed è avvolgente ed è disarmante – qualche volta mi porta nel mio mondo.

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You don’t walk: you dance. You don’t breath: you sing. Le dita non hanno riposo, le mani non conoscono guida. Nulla di diverso dalla pioggia quando c’è il sole, mi si dice. 
 
All this have a hold on me. I will never ever ever be free from it.
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2 Risposte to “Su di un foglio leggero”

  1. Old Chelsea said

    E’ bellissima.
    Ammiro molto le persone che in poche righe
    riassumono mille stati d’animo.

  2. Fab said

    Hehe… grazie ^__^
    Non saprei nemmeno definire queste "cose", però serve ad esprimermi.
    E la sintesi è una qualità che inseguo sempre, come arca di Noè nel mondo ipertrofico di idee e parole.
     

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