Coreia

6 maggio 2008

     A volte Laureen sentiva l’impellente necessità di ballare. Nonappena il piccolo si addormentava lo poneva nella culla, e già lievemente elettrizzata scendeva le scale, chiudendosi la porta alle spalle senza far rumore. Quasi furtivamente tirava le tende, ed era ancora meglio quando di sera poteva contare sul buio esterno. Poi metteva un disco, e finalmente poteva arrendersi alla musica. Non erano brani particolarmente ritmati, a differenza di quelli che solitamente amava ballare da giovane, al contrario ora preferiva inspiegabilmente i brani lenti. Ma a tutto questo non pensava, mentre silenziosamente si toglieva la maglietta, e rimasta così in gonna e reggiseno iniziava ad ondeggiare. Alzava le braccia, chiudendo e riaprendo lentamente gli occhi, e volteggiando su sé stessa si abbandonava al lieve delirio della danza. Una ballo arcaico, una danza senza figure nè organizzazione ma ricca di un’armonia sprigionata dalla sua stessa necessità. Non c’era niente di premeditato nei suoi movimenti, semplicemente lasciava che le onde dei suoni si unissero in mistica connessione alle flessioni delle sue gambe. Nel suo ondeggiare, non si era mai sentita tanto stabile.
 
Giulia%20Piolanti
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2 Risposte to “Coreia”

  1. Old Chelsea said

    E’ bellissima …. mi son commossa.

  2. Fab said

    Grazie, ne sono lusingato 😀

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