Di questi tempi

21 marzo 2008

     Può inaspettatamente succedere, di questi tempi, di sentire una canzone al Festival di Sanremo, e di trovarla eccezionale. Poi può succedere, sulla scia dell’entusiasmo per questo brano, di scaricare (in modo ovviamente illegale) l’album che la contiene. E infine, può succedere che quest’album si riveli davvero fantastico: canzoni veramente "composte", testi mai scontati, anzi pieni di giochi di parole e rimandi che ti colpiscono da subito ma che si svelano ascolto dopo ascolto; melodie lavorate che si insinuano sottocute anche se sembravano inizialmente "incanticchiabili"; immagini inimmaginabili, sottili ironie, assonanze e rime degne di un Artista. (E mi viene davvero una gran tristezza quando penso che in Italia sono celebrati come Artisti gente come Ramazzotti e Pausini, che non riescono ad andare al di là delle ritrite rime cuore-amore…Triste).  
     E infine, ci si ritrova in un (vero) negozio di dischi a comprare il cd.
 
Sembra incredibile, ma può succedere. Animoticon

aratro

 
[Max Gazzè – "Tra l’aratro e la radio"
Tutti i testi sono fuori di testa… scusatemi il gioco di parole…Linguaccia ma ora mi sto perdendo in questo:]
L’evo Dopo Il Medio
(G. Santucci – M. Gazzè)
 
Il secolo passato
Tra l’aratro e la radio
Lo scibile, lo scindibile e l’atomico
Cercando in un sistema di vita
Binario lo scambio
Tutto è andato avanti
E non si è mai raggiunto
 
Le orbite negli occhi
Sono satellitari
Se dirottano sono guerre stellari
Lo sguardo di traverso sviluppa
Un eclissi solare
Sgranando fra le dita
E pianeti come un rosario
 
La storia ha sempre
Il suo risvolto la storia
Un urlo un ansia una tasca della memoria
Leggendo tra le righe la storia
Si stropiccia si impiccia
E adesso tra le righe
Ci sono solo righe
 
L’evo dopo il medio
È più avanti o più indietro
Sarà l’indice oppure l’anulare
Che raccorda tutta questa fatica
Come i quartieri della capitale
La prossima onda
Sarà anomala davvero
 
Uno sbuffo di oceano maestoso
Ed il tempo infinito è finito
Il futuro sparisce
Si semplifica la grammatica
Rendendo superfluo il domani e i finali
 
I piaggiatori le fervide mani
Frenetiche e farneticanti
Daranno forma ad ogni goccia di pioggia
Per l’ultimo diluvio universale
Che sia più artigianale più cosmico del primo
Quasi sesquipedale
E le cicliche bibliche piogge
Saranno scoli di grondaia e spruzzi
 
Ad un tratto che vuol dire
Un bozzetto schizzato
O un improvviso e inatteso momento?
Ad un tratto tutto appare più chiaro
Ad un tratto tutto quanto scompare
E piovono plin plin
Le ultime gocce
 
L’evo dopo il medio
Cerca colo il rimedio
Per le inutili ed incaute previsioni
Metereologiche sempre le croniche
Allucinazioni
Le uniche a pervenire
Sono le temperature
Non si sa più come vestire
 
L’aratro e la radio l’atomo e lo stadio
La sconfitta la gloria la morale la storia
Galleggiato attonite e perse
Ed alquanto sommerse
I piaggiatori le fervide mani
Esauste ed estenuanti
Contenti del loro lavoro
Si vanno finalmente a riposare
Qualcosa rimane?
Che cosa rimane?
Rimane da fare che cosa?
Cosa?
Si asciugano bene le mani
Innaffiando una rosa
 

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Una Risposta to “Di questi tempi”

  1. Alice said

    max è davvero molto particolare. grazie per avere esplorato l’album prima di me.. credo che andrò a scaricarmelo. ehm non volevo dire comprarmelo. ehm beh.. facciamo che lo ascolterò 😀

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