Le avventure di un giovane vibratore in ospedale – Pt. III

8 febbraio 2008

[continuazione:]
 
Tutte le strade portano a Roma(nia)
     La mia degenza proseguiva tranquilla: la terapia con Carbamazepina viene portata al dosaggio standard, io non ho più neussun deja-vu, si attendeva solo il responso della Risonanza Magnetica, mentre gli altri pazienti vengono man mano dimessi, e al posto di Bertinotti entra un giovane ragazzo rumeno trapiantato a Napoli (!), Daniel.
     La nostra amicizia inizia quando un suo amico, facendogli visita, gli regala qualcosa come 3 (dico: tre!) kg di frutta. Ovviamente lui si rende conto che non potrà mai mangiarla tutta da solo, e allora si gira verso i suoi compagni di stanza chiedendo “Se ne volete un po’, prendetene pure!”. E ovviamente, dove c’è da stoccare, c’è Fabrizio.Animoticon
     E così, un po’ per la frutta, un po’ perché eravamo gli unici due pazienti del reparto al di sotto degli ottanta, passiamo insieme gran parte del tempo, e tra una mela e un’arancia intavoliamo piacevoli e inaspettatamente profonde discussioni.
     E’ strano: anche se è durata solo pochi giorni, direi che è stata un’amicizia profonda. Probabilmente è sempre così, quando queste relazioni si sviluppano in ospedale… forse sono l’ambiente e i tempi dilatati che favoriscono le confessioni dei propri progetti, le storie curiose delle nostre famiglie, persino i nostri lutti più dolorosi, le lunghissime chiacchierate fino ad addormentarsi sfiniti a letto alle 21:30Animoticon… Daniel mi raccontava degli episodi della sua vita in Romania e a Napoli (inutile dirlo, storie molto più inquietanti quelle della capitale partenopeaPerplesso), io gli racconto un po’ dei miei studi.
     Ricordo con una vaga apprensione il suo ermetico sguardo quando, a metà pomeriggio ospedaliero (circa le 14:30), viene da me – che sto ovviamente studiando – e mi dice “Vuoi un caffè” e io: “Ma no, magari fra un po’…” e lui, impassibile: “Vuoi un caffè”. E lì capisco che non era una domanda, bensì un ordine…Sarcastico
     Comunque devo a lui l’uscita più azzeccata di tutta la degenza. Una mattina, io sto sfogliando il Katzung, il mio torrenziale libro di farmacologia dalla copertina gialla, e lui: “Sembra che stai studiando le Pagine Gialle”.
Strano, è proprio la stessa sensazione che ho io quando studio Farmaco!!!Perplesso
 
Takk…
     Bhè, come ultima cosa, sento di dovere fare dei sinceri ringraziamenti.
Grazie, davvero grazie infinite a tutti quelli che si sono fatti vivi in questi giorni di ospedale, con telefonate, sms, o venendomi a trovare. Anche se faccio quello impassibile e scherzo su tutta la vicenda, devo ammettere che qualche momento di preoccupazione l’ho avuto. Il fatto di sentire così tante persone che si preoccupavano per/con me mi ha davvero riempito di gioia. Davvero, ne sono rimasto stupito e molto felice.
Grazie.
Sorriso
 
P.S. (Post Scriptum? O Pronto Soccorso?)
Ah, dimenticavo: la diagnosi è di crisi epilettica parziale complessa recidivante.
Ossia quello che avevo detto io fin dall’inizio. Born to be a Neurologist Animoticon
 
pagine gialle 
 
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