Coinquilinanza (neologismo)

29 febbraio 2008

Prima settimana da cittadino: real good!Animoticon Non so da dove iniziare… direi che è andato tutto bene sotto ogni punto di vistta! Tanto per cominciare, è iniziato il corso di neuro… fantastico! Fino alla settimana scorsa tenevo un po’ a freno l’entusiasmo nel timore di trovare una materia diversa da quella che immaginavo, ma ora posso ragionevolmente dire che questa materia mi piace da impazzire e voglio farne la mia vita! Ok, ok, forse mi son lasciato prendere un po’ la mano, però a mia discopla posso dire che ho iniziato pure il tirocinio, ed anche lì mi son trovato benissimo… Oddio, a dirla tutta che mi trovavo meglio sdraiato a prendere il sole in spiaggia a San Teodoro, ma visto che il mio fisico non mi permette di fare il bagnino in Sardegna per tutta la vita dovrò ripiegare sulla mia seconda scelta, ossia la Neurologia…Linguaccia Ho finalmente conosciuto anche il celeberrimo primario del reparto, il temutissimo "Pado"… bhè, devo ammettere che la sua fama è alquanto fondata, dal momento che sembra che tutti i medici e gli specializzandi siano a dir poco spaventati dal suo sarcasmo e infinitesimale perfezionismo… ma sì, finchè sono solo uno studente posso anche riderci sopra: tutto sommato – finchè non scarica su di me le sue ire funeste – potrei anche dire che sia simpatico (vedremo cosa ne penserò dopo che sarò andato a chiedergli l’internato!Perplesso).

Per quanto riguarda la coinquilinanza col Giacomo, si rivelano fin da subito le mie infinite abilità culinarie (cito a titolo di esempio dei buonissimi panini surgelati riscaldati al microonde e conseguentemente di consistenza simil-vomitoidea), nonchè le abilità igienico-sanitarie messe in atto durante le mie prime PULIZIE DI CASA… bhè, dai, qua non ho fatto danni estremi, se non per il pavimento a strisce concentriche e altre quisquiglieSarcastico

Comunque, meraviglioso alzarsi alle 7:30 e dopo mezz’ora essere già in reparto (vabbè, ci impiego 1 po’ di più, ma solo per problemi spazio-temporali: un po’ perchè non mi ricordo ancora il posto di tutte le cose e continuo a fare dei giri a vuoto in giro per l’appartamento alla ricerca delle scarpe, della tazza del caffè, etc; u  po’ perchè nn ho ancora familiarizzato con l’orario delle filo –  ok, neppure questa è credibile… le filo passano ogni 5 minuti in effetti…)! Altrettanto meraviglioso farsi scarrozzare dalla filo totalmente indifferenta al traffico circostante, e guardare i palazzi ai bordi della strada che in 5 anni non avevo mai visto perchè troppo concentrato nella guida del terribile traffico bresciano… Ora oserei anche dire che Brescia è una bella città!A bocca aperta

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Turning Point

24 febbraio 2008

Tra pochi minuti Edi passa a prendermi…

Da stasera sono a Brescia…

Domani mattina inizio il tirocinio in Neuro (da studente, stavolta)…

Da domani inizia pure il corso di Neurologia…

Who knows what’s gonna happen? Lottery or carcrash? Or you’ll join a cult?

Sorriso

Question mark

22 febbraio 2008

Più ci penso e più mi ci confondo.
What do I want from this? What did I espect from this?
E perchè sento che c’è qualcosa che non va?
?
 
E dire che la Carbamazepina è pure indicata per i disturbi dell’umore Sarcastico …

La bellezza delle cose

18 febbraio 2008

 
Non hai mai sentito dire che la bellezza delle cose ama nascondersi? 
     [Ed è forte quello che ho dentro, distante dalla mediocrità]
Ho rischiato di perdere tutto per non subirla!
 
Non hai mai sentito dire che la bellezza delle cose ama sorprenderci? 
     [Ed è forte quello che ho dentro, distante dalla mediocrità]
Ho bendato i miei occhi da tempo per non vederla! 

Abbiamo vagato a lungo in quei discorsi preziosi e contorti senza concludere 
     [Ma è forte quello che ho dentro, distante dalla mediocrità ]
Ho inseguito il rumore assordante per non sentirla 

     Ed avrei voluto trovarmi tra le tue parole più belle 
     Raccogliere un brivido dai tuoi sguardi 
     Ed avrei voluto trovarmi
tra le tue risposte distratte

 

Non hai mai sentito dire che la bellezza delle cose
ama nascondersi?
carmenconsoli
(Carmen Consoli)

So I’ll be a BS bus boy

17 febbraio 2008

      L’epilogo delle mie peregrinazioni ospedaliere è: non posso guidare. Chiaro come il sole. Già quando ci penso mi sento un miracolato: se quelle crisi, per quanto brevi e limitate, mi fossero successe mentre guidavo… vabbè lasciamo stare.
      Per cui, visto che tra qualche giorno l’università riprende, i tirocini pure, e se Dio vuole mi deciderò a chiedere pure di frequentare Il Reparto Di NeuroAnimoticon, in qualche modo in città ci devo andare.
      Fortuna vuole che il buon Giacomo abbia appena cacciato di casa Filippo (o forse è stato Filippo ad andarsene…bhò in questi divorzi burrascosi non si sa mai chi sia stato ad avere la colpa Sorriso), per cui, ora è ufficiale: andrò a stare da Giacomo. In altre parole, mi "trasferisco" a Brescia per l’infrasettimanale. Bhè dai, in fondo son contento. Anche se in quel di Via Galilei non c’è più la fantastica caffettiera dal sapore indescrivibile (Nauseato), penso che sopravviverò lo stesso.
      Molto più difficile il trasporto da/per brescia e da/per l’ospedale. Io sono imbranato forte, ok, ma se non fosse stato per i "suggerimenti" di altri pendolari per Brescia col cavolo che avrei capito qlc dal sito di Brescia Mobilità. E mi vengono dei seri dubbi sulle mie capacità di spostamento in Norvegia, quando arriverò con l’aereo alle 22:30 in una città mai vista prima, dove si parla una lingua che non conosco, e dovrò, nel giro di max 20 minuti:
– uscire dall’aeroporto
– trovare la stazione dei treni
– prendere il treno giusto
– arrivare ad helsinki entro la mezzanotte, sennò non mi vengono a prendere.
AIUTOOOOOO!Perplesso

Dayshowering

16 febbraio 2008

Bhè, non mi sembrava di chiedere tanto: una doccia calda.
     La doccia di casa mia è integrata con la vasca, e per shiftare il getto d’acqua dal rubinetto della vasca al doccino della doccia bisogna tirare una levetta (che ha un design tanto all’avanguardia quanto è scomoda da tirare), e dopo pochi secondi per un gioco di pressioni l’acqua smette si uscire dal rubinetto e si apre l’avvolgente getto della doccia.
      Ebbene, questa sera la mia doccia deve aver pensato che "il gioco è bello quando è corto", per cui all’aria il gioco di pressioni, non ne voleva sapere di funzionare. L’acqua continuava imperterrita ad uscire dal rubinetto nonostante il mio vigoroso tirar della moderna levetta. Però dal doccino usciva quell’odioso rivolino d’acqua sufficiente a bagnarmi tutto, ma chiaramente non abbastanza per coprirmi un po’ tutto ed evitare che gelassi.
     Dopo un buon 5 minuti di imprecazioni e contorsionismi vari per cercare di tener "tirato" quel maledetto aggeggio, la doccia pare iniziare a funzionare: right!Caldo 
Allora mi insapono ben bene, mi riempio la testa di shampoo e…TAC!! nuovo gioco: il celebre scherzo dell’acqua fredda improvvisa!!! Stradivertente quella troia della mia doccia!!!
     Altri 5 minuti ad aspettare che torni l’acqua calda, tremando gelato e ancora mezzo insaponato ai lati della doccia (ma quanto rimbalzano quelle maledette gelide gocce d’acqua?Arrabbiato).
     E poi il copione si ripete: acqua normale, gioco del calo di pressione acquoso, acqua di nuovo normale, seguito dal gioco del getto gelido imprevedibile.
 
     Quando si dice: una doccia rigenerante. Non dico cosa mi ha rigenerato.A denti stretti

Nightswimming

16 febbraio 2008

     A me questa canzone fa impazzire… Come se l’avessi fatta io quella nuotata…
Le parole dicono 10, ma il resto dice 90…

 nightswimming

 
R.E.M. – "Nightswimming"
 
Nightswimming deserves a quiet night
The photograph on the dashboard, taken years ago,
Turned around backwards so the windshield shows
Every streetlight reveals the picture in reverse
Still, it’s so much clearer
I forgot my shirt at the water’s edge
The moon is low tonight
 
Nightswimming deserves a quiet night
I’m not sure all these people understand
It’s not like years ago,
The fear of getting caught,
Of recklessness and water
They cannot see me naked
These things, they go away,
Replaced by everyday
 
Nightswimming, remembering that night
September’s coming soon
I’m pining for the moon
And what if there were two
Side by side in orbit
Around the fairest sun?
That bright, tight forever drum
Could not describe nightswimming
 
You, I thought I knew you
You, I cannot judge
You, I thought you knew me,
This one laughing quietly underneath my breath
Nightswimming
The photograph reflects,
Every streetlight a reminder
Nightswimming deserves a quiet night, deserves a quiet night
 
nightswimming3
 
E visto che son di buonumore (e che il testo è fantastico) mi impegno anche nella traduzioneAnimoticon:
 
Nuotata notturna, si merita una notte tranquilla
con la fotografia sul cruscotto, scattata anni addietro,
girata all’indietro così come la mostra il parabrezza
ogni lampione rivela l’immagine speculare
tuttavia, è ancora chiarissima
dimenticai la mia maglietta sul ciglio dell’acqua
la luna è bassa stanotte
 
Nuotata notturna, si merita una notte tranquilla
non sono certo che tutte queste persone lo capiscano
non è come anni fa
la paura di essere catturato
dalla noncuranza e dall’acqua
loro non possono vedermi nudo
queste cose vanno via
rimpiazzate dalla vita di tutti i giorni
 
Nuotata notturna, ricordandosi di quella notte
settembre arriverà presto
io mi sto struggendo per la luna
e se ce ne fossero due,
fianco a fianco in orbita,
intorno al sole più bello?
Ma quel luminoso, serratissimo ritmo
non potrebbe descrivere il nuotare nella notte.
 
Tu, io pensavo di conoscerti
tu, che non posso giudicare
tu, io pensavo che tu mi conoscessi 
questo che sorride tranquillo fra i miei respiri
Nuotare di notte, la fotografia riflette,
ogni luce della strada è un promemoria
Il nuotare nella notte merita una notte tranquilla…

nighswimming2

Fabryoncè

13 febbraio 2008

Bhè, a quanto pare ho dei precedenti illustri… Sapevo che pure Beyoncè aveva dei frequenti Deja-Vu (questo il motivo della musica di sottofondo al mio blogAnimoticon)…
E ora che ho visto il video, è innegabile che pure lei se ne esce con delle crisi tonico-cloniche (=epilettiche)…!!! Beccatevi un po’ come si dimena sulla sabbia!
NON SONO SOLO!!!!
A bocca aperta
 
haha!!!
 
[continuazione:]
 
Tutte le strade portano a Roma(nia)
     La mia degenza proseguiva tranquilla: la terapia con Carbamazepina viene portata al dosaggio standard, io non ho più neussun deja-vu, si attendeva solo il responso della Risonanza Magnetica, mentre gli altri pazienti vengono man mano dimessi, e al posto di Bertinotti entra un giovane ragazzo rumeno trapiantato a Napoli (!), Daniel.
     La nostra amicizia inizia quando un suo amico, facendogli visita, gli regala qualcosa come 3 (dico: tre!) kg di frutta. Ovviamente lui si rende conto che non potrà mai mangiarla tutta da solo, e allora si gira verso i suoi compagni di stanza chiedendo “Se ne volete un po’, prendetene pure!”. E ovviamente, dove c’è da stoccare, c’è Fabrizio.Animoticon
     E così, un po’ per la frutta, un po’ perché eravamo gli unici due pazienti del reparto al di sotto degli ottanta, passiamo insieme gran parte del tempo, e tra una mela e un’arancia intavoliamo piacevoli e inaspettatamente profonde discussioni.
     E’ strano: anche se è durata solo pochi giorni, direi che è stata un’amicizia profonda. Probabilmente è sempre così, quando queste relazioni si sviluppano in ospedale… forse sono l’ambiente e i tempi dilatati che favoriscono le confessioni dei propri progetti, le storie curiose delle nostre famiglie, persino i nostri lutti più dolorosi, le lunghissime chiacchierate fino ad addormentarsi sfiniti a letto alle 21:30Animoticon… Daniel mi raccontava degli episodi della sua vita in Romania e a Napoli (inutile dirlo, storie molto più inquietanti quelle della capitale partenopeaPerplesso), io gli racconto un po’ dei miei studi.
     Ricordo con una vaga apprensione il suo ermetico sguardo quando, a metà pomeriggio ospedaliero (circa le 14:30), viene da me – che sto ovviamente studiando – e mi dice “Vuoi un caffè” e io: “Ma no, magari fra un po’…” e lui, impassibile: “Vuoi un caffè”. E lì capisco che non era una domanda, bensì un ordine…Sarcastico
     Comunque devo a lui l’uscita più azzeccata di tutta la degenza. Una mattina, io sto sfogliando il Katzung, il mio torrenziale libro di farmacologia dalla copertina gialla, e lui: “Sembra che stai studiando le Pagine Gialle”.
Strano, è proprio la stessa sensazione che ho io quando studio Farmaco!!!Perplesso
 
Takk…
     Bhè, come ultima cosa, sento di dovere fare dei sinceri ringraziamenti.
Grazie, davvero grazie infinite a tutti quelli che si sono fatti vivi in questi giorni di ospedale, con telefonate, sms, o venendomi a trovare. Anche se faccio quello impassibile e scherzo su tutta la vicenda, devo ammettere che qualche momento di preoccupazione l’ho avuto. Il fatto di sentire così tante persone che si preoccupavano per/con me mi ha davvero riempito di gioia. Davvero, ne sono rimasto stupito e molto felice.
Grazie.
Sorriso
 
P.S. (Post Scriptum? O Pronto Soccorso?)
Ah, dimenticavo: la diagnosi è di crisi epilettica parziale complessa recidivante.
Ossia quello che avevo detto io fin dall’inizio. Born to be a Neurologist Animoticon
 
pagine gialle 
 
[continuazione:]
 
Last night a Tappo Auricolare saved my life
     Purtroppo, come in ogni reparto di neurologia che si rispetti, anche in quello dov’ero ricoverato c’era una considerevole vita notturna… risparmierò i dettagli per rispetto verso quei poveri sofferenti che non ne avevano chiaramente nessuna colpa, ma vorrei altresì ringraziare pubblicamente quella persona che ha inventato i tappi per le orecchie… GRAZIE, GRAZIE DAVVERO, la mia degenza è davvero cambiata da quando ho iniziato ad usare quegli aggeggi gialli! Sorriso
     Non voglio invece ringraziare per nulla quel bastardo che ha inventato il Venflon, che, per chi non lo sapesse, è un ago che si conficca in una vena del braccio e viene tenuto lì per anche 72 ore (molte di più nel mio caso, grazie ad una infermiera non proprio ferratissima in matematica). Nulla di che, se non fosse che ogni volta che piegavo il braccio l’ago si conficcava gradevolmente dentro di me per una manciata di millimetri, per poi uscirne altrettanto piacevolmente quando riaprivo il braccio… vi lascio immaginare con quanto piacere svolgevo la mia toelettatura mattutina!!A denti stretti
     Durante la giornata scopro poi che il mio vicino con il Parkinson è anche colpito da Alzheimer, e, non contento di continuare ad umiliarmi ad ogni pasto (vedi post precedente), mi batte anche sul campo memoria, dimostrando di sapere più risposte di me ad un cruciverba proposto dalla Kessler-moglie … a questo punto si affaccia alla mia mente la malsana e ben poco deontologica idea di sfidarlo ad una corsettina nel corridoio… idea prontamente censurata dal mio altissimo senso morale.
     Fortuna che ci han pensato le figlie/mogli dei miei compagni di stanza a distrarmi, insultando allegramente Antonella Clerici durante la “Prova del Cuoco” per aver sbagliato non so quale dosaggio di non so quale ricetta…Ha ha!! Incredibile come s’infervoravano contro la tv!
Paziente Impaziente
     Dopo il terzo giorno, comincio ad inserirmi nel contesto sociale del reparto: faccio allegramente il saccente con le infermiere (che come da copione mi correggono sistematicamente), zompetto qua e là, chiedo al gentilissimo primario qualche dettaglio sulla mia cura e lui notando il mio interesse mi mostra alcune radiografie, io ricambio aiutandolo nelle visite di altri pazienti… Insomma, a questo punto nessuno dubita più che io sia un infiltrato: ormai è una certezza! Passo la giornata come se fossi alla gita delle medie: in pigiama sul letto con i (figli/mogli dei) miei compa di stanza a chiacchierare di mariti, mogli, love-affairs e corna-affairs…Animoticon
     Ma la mia spensieratezza dura poco: al giro visite infatti, i medici mi comunicano che, a causa degli attacchi che ho avuto, non potrò guidare per un po’ di tempo, almeno per sei mesi… Momento di crisi… Per riprendermi occupo abusivamente la stanza in parte alla mia, da poco vuota, e lì stabilisco la mia postazione-studio: chiudo la porta e nessuno mi disturba. Riprendo un po’ delle mie abitudini, e mi riconosco. E mi tranquillizzo.
Un anno
Studiare in ospedale non è impossibile, ma francamente è un po’ difficile. Tanto per cominciare, non c’è mai un’ attimo di pace:
     – ore 5:45 di mattina giro delle temperature;
     – ore 6:45 cambio lenzuola
     – ore 7:45 colazione
     – ad un orario indefinito tra le 8:30 e le 10:30 giro visite (a cui non volevo chiaramente mai mancareAnimoticon)
     – ore 12:00 pranzo
     – ore 13:30 fino alle 14:30 visite parenti
     – ore 15:00 te
     – ore 18:00 cena
     – ore 19:30 fino alle 20:30 visite parenti
Insomma, di tempo libero ne rimaneva poco. In più, dovevo destreggiarmi da tutte le nonnine che, assistendo i loro cari in ospedale, mi vedevano sui libri e non riuscivano a tenere a freno l’irresistibile impulso di venire da me e chiedermi “Ma che bravo, stai facendo i compiti di matematica?!?” (“Sì, cinque anni fa li facevo. E ora mi è un po’ difficile anche concentrarmi per 10 minuti continuativi!”)

     Inoltre, il fatto di stare alternativamente in corridoio o nell’altra stanza mi permetteva di assistere a delle scene tragicomiche…

La più assurda: una nonnina esce dalla stanza dove stava verosimilmente assistendo il marito, e vede una donna anziana ricoverata, che camminando lentamente si avvicina. Iniziano una leggera conversazione: “Come va, lei da dove viene…” Ad un certo punto, la nonnina sana(?): “Ma lei per cosa è ricoverata ?” e la paziente “Ho il morbo di Parkinson” e la geniale nonnina “Davvero? Anche il parroco del mio paese ce l’aveva. Dopo un anno è morto. Però fino alla fine andava in giro, faceva messa, sempre tremando ma lo faceva!”.Deluso
     La povera paziente la guarda un attimo esterrefatta, poi camminando instabilmente se ne torna alla sua stanza.
Ma dico, un po’ di testa la gente non ce l’ha!???!!???
 
 
Il dottore si ammalò
E così, eccomi tornato finalmente dal mio ricovero “anomalo per durata” alla Neuro! Sì, proprio in Neurologia, proprio nel reparto in cui vorrei specializzarmi, e proprio qualche giorno prima di iniziare il tirocinio regolare in quel reparto! eh, proprio il colmo, lo confermo! Ma andiamo con ordine…
 
Svenimenti Intelligenti
Come già anticipato su queste pagine elettroniche, da circa una settimana i miei neuroncini mi facevano vivere delle strane e misteriose situazioni, molto harrypotteriane come disce Alisce Cheddisce. Poi, Lunedì e Martedì scorso, proprio mentre seduto a tavola con i miei famigliari mi apprestavo a consumare l’agognato pranzo, dopo essere catapultato nuovamente uno dei miei ormai celebri deja-vu, perdo improvvisamente i sensi e comincio a vibrare/tremare/sbattere i piedi (mi baso sulle descrizioni dei miei impressionatissimi famigliari, of course), poi la testa ruota su sé stessa, vomito sangue e inizio a parlare in lingue a me sconosciute… no dai quest’ultima parte non è vera!! Almeno credo… Perplesso
Comunque sia, dopo il secondo attacco il molto sagace medico del Pronto Soccorso smette di classificarmi come un “episodio lipotimico da stress” e opta per un ricovero in Neurologia!! E qua si inizia a ridereSorriso
 
Afoni e Cafoni
Già dopo le prime visite iniziano gli episodi bizzarri.. “Stavo studiando e…” “Ah, e cosa studia?” “Medicina” “Davvero? E in cosa si vuole specializzare?” “In neurologia..” e lì scatta l’occhiatina sospettosa del genere “Questo qua è un simulatore o fa sul serio?”
Dopodichè le infermiere mi accompagnano in stanza, dove faccio conoscenza con i miei mitici compagni di stanza: alla mia sinistra (ovviamente!), il sosia muto di Bertinotti, che non parla ma mi scruta torvo pensando: “Lo so che stai tramando per fare cadere il governo! Bada a come ti muovi!”. Alla mia destra il marito della sosia delle gemelle Kessler (come quale? Di entrambe!!! La notte è piccola per noii… troppo piccolinaaaa…), che mi accoglie asserendo di aver visto la partita di calcio sul quadro elettrico che c’è sulla parete di fronte a noi.Perplesso
Così mi accingo alla mia prima nottata di ospedale prima di fare una scoperta spiacevole: la figlia del sosia muto di Bertinotti non è per nulla muta, anzi ha una parlantina così spiccata che riesce ad attaccar bottone con chiunque, fra cui ovviamente la gemella Kessler, che conseguentemente assistono i propri cari per tutta la notte discorrendo amabilmente di qualsiasi cosa passasse loro in testa. Wow!!!Sarcastico
 
Chiamate la neurooo!
Sopravvissuto alla prima nottata ospedaliera, comincio ad ambientarmi nel reparto, e giro per le stanze facendo domande interessate (ma discrete;)) a tutti e non rendendomi ben conto che non sto facendo il solito tirocinio… non sono per nulla credibile come malato!!
Non avendo per ovvi motivi preso con me nulla da studiare, passo la giornata guardando 35 ore di un’interessantissima puntata di forum, dove una quantità inimmaginabile di minorati mentali hanno una quantità inimmaginabile di insormontabili problemi. Poi arriva il pranzo, che poi scoprirò essere uguale alla cena, a base di: minestrina, purè e mele cotte… disperation… help… chiamate la neurooo!In lacrime
 
Lentezza nei movimenti & nei collegamenti
Terza giornata inizia all’insegna delle umiliazioni: mi sveglio e trovo una signora accanto a Bertinotti (che ha circa 80 anni) che non è la spigliatissima figlia. “Buongiorno, lei è la moglie?” e lei, con 1 faccia gelida e visibilmente offesa: “No, sono la nuora…” “Hem… ecco, in effetti mi sembrava un po’ troppo giovane”… figura di mmmm!
Dopo la gaffe mi rifugio nella parva colazione, e noto che il mio altro vicino (marito della Kessler), afflitto da Parkinson (che notoriamente si caratterizza, fra le altre cose, per la lentezza nell’esecuzione dei movimenti) finisce la colazione prima di me: non è possibile, dai, va bene che sono un po’ lento nel mangiare (come mi fanno sempre notare tutti!:P), ma evidentemente stamattina Mr. Kessler ha barato su qlc!Sarcastico
Così al pranzo mi impegno: iniziamo il pranzo insieme, stesse porzioni, stessi pasti, mi lancio in una masticazione assidua e vigorosa, primosecondocontornofrutta tuttodunfiato… e lui ha già finito! MA DAAAAI!! Non posso credere ai miei occhi! Umiliazione!In lacrime
 menù