Pirandello was right

27 novembre 2007

     Così, alla fine ha tolto la maschera. Che male! Era lì da così tanto tempo che ormai era un tutt’uno con la pelle. Toglierla è stato quasi come scorticarsi.
     Era lì da così tanto tempo che non ricordava neppure più di averla!
 
     And now?
La pelle brucia. Privata del rivestimento a cui l’aveva abituata, sanguina, e ora che le terminazioni nervose sono a contatto con l’esterno basta che lui giri le testa un po’ troppo velocemente e il semplice attrito dell’aria sulle guance lo fa gridare dal dolore. E speriamo che la pelle abrasa non si infetti: è così suscettibile, in questa condizione!
     Però. Però, nonostante (o forse proprio grazie a) questo bruciore, si ricorda di quanto tranquillizzante fosse sentire l’aria del mattino sulla pelle, e contro vento immaginare i granelli del pulviscolo sulle guance.
     Così accenna involontariamente un sorriso, ma subito si interrompe per colpa della pelle che si stira agli angoli delle labbra.
 
     Riapre gli occhi. La maschera è sempre lì. In ogni caso, nessuno gli impedisce di rimetterla, se lo volesse, no? Così come nessuno gli impedisce di provare un po’ ad abituarsi alla sua assenza. E’ un uomo libero: questa sì che è una scoperta!
Libero di decidere!
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