Sunlit

28 ottobre 2007

All’albergo islandese è arrivato Sunlit.
 
Sunlit è una vecchia conoscenza dell’albergo, e anche se ha cambiato spesso nome e aspetto, noi sappiamo che è sempre lui.
Sunlit è una non-persona con un rapporto emozione-raziocinio fortemente sbilanciato verso la seconda. Lui pensa e riflette continuamente su ciò che gli succede, ma tiene fortemente a bada le sue emozioni. Ma questo non significa che quello che vive sia privo di conseguenze: al contrario, spesso tutta la merda che lo circonda lo fa quasi impazzire dalla rabbia, e così ogni tanto si rifugia qui all’albergo, dove si sfoga, urla e distrugge mobili e infissi, spaventando tutti gli altri clienti.
 
Ma nessuno si è mai lamentato, perchè sappiamo tutti che l’albergo islandese è un non-luogo senza regole di etichetta. In realtà, ne abbiamo tutti soggezione, perchè sappiamo che è l’unico che non porta maschere, e nessuno vorrebbe essere al suo posto.
 
Come al solito, è arrivato senza preavviso, ieri notte, ed è salito subito nella stanza che teniamo sempre da parte per lui. Sa che non lo disturberemo, e quando sarà il momento ci raggiungerà e ci racconterà le sue storie. Ha appeso fuori dalla sua stanza un biglietto, e anche se nessuno osa ammetterlo, ci siamo tutti avvicinati furtivamente per vedere cosa c’era scritto.
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The Swiss Hotel

19 ottobre 2007

Quello di cui avrei bisogno ora è di una vacanza. Solo una settimana senza fare niente. Ma non come al solito, quando cioè non faccio niente eccetto TQCCDFNRDAMNHTDF (Tutte Quelle Cose Che Dovrei Fare Nel Resto Dell’Anno Ma Non Ho Tempo Di Fare), tipo riordinare la stanza, comprare cose ecc, per cui alla fine sgobbo di più nei giorni di vacanza che in quelli di studio.Perplesso
No, ora vorrei una settimana, senza niente ma proprio niente con me eccetto una valanga di libri e i miei ciddì. Niente telefono. Niente pc. Ecco, per fare ciò dovrei rifugiarmi in qlc posto in mezzo alle montagne, in un paese straniero, non so: in Svizzera, circondato da kilometri di verde in un piccolo albergo dall’aria anonima.
Così, dormire fino a tardi… alzarsi, leggere un po’… dormicchiare un altro po’… leggere di nuovo, e la sera a letto presto. Fantastico!A bocca aperta

svizzera

Sì, come no… conoscendomi, temo che questo teatrino non reggerebbe a lungo:
Il primo giorno, mi concederei una passeggiata per perlustare il posto, e deciderei che bhè, nel mio programma quitidiano potrei anche inserire una passeggiatina postprandiale, giusto per non lasciarsi proprio andare.
Il secondo giorno, scoprirei che l’albergo ha un vecchio pianoforte. Ed in effetti prima di cena si potrebbe fare un po’ di esercizio, e poi leggere tutto il giorno sarebbe quasi noioso.
il terzo giorno, conoscerei i vicini di stanza, e comincerei a chiedermi cosa fanno nella vita, perchè sono lì, che tipo di relazione hanno… sì ok stasera si può andare a bere qualcosa insieme!
Il quarto giorno dormirei fino all’una, poi mi alzerei col mal di testa e resterei a letto tutto il giorno.
Il quinto giorno scoprirei l’internet point, e – all’aria libri, passeggiate e suonate – passerei la giornata a scandagliare la rete. Ad un prezzo esorbitante.
Il sesto giorno comincerei a chiedermi se ne valeva la pena di spendere tutti quei soldi per fare quello che avrei potuto fare molto più comodamente a casa. E mi incazzerei perchè non ho neppure finito un libro.
Il settimo giorno non vedrei l’ora di finire questa merda di vacanza.A denti stretti
 
Niente Svizzera, dunque?
svizzera_flag
 

Damn. Damn. Damn. Damn.
Everything. Everything. Everything. Everything.
 
Ma ad essere corretti, non è che vada tutto storto. Sono solo alcune cose, ma bastano a far crollare il castello di sabbia. Perchè ti accorgi che è tutto quello che stai facendo ad essere sbagliato. Contromano in autostrada a 180 all’ora.  Riconoscere un’albero dopo giorni che vaghi nella foresta credendo di aver seguito una linea diritta. E invece, you’re going round in circles.
 
Circles and circles and circles again
Circles and circles, gotta stop spinning…
                                circles and circles and circles again BUT I
THOUGHT I WAS OVER THE BRIDGE NOW…
over the bridge, now
 I’m already in circles
 

   

incipit: "L’anatomia patologica è 1 disciplina diagnostica finalizzata ad offrire informazioni morfologiche a tutte le esigenze cliniche che possono offire materiale utile allo studio dei tessuti"
     E già qua l’italiano è andato a farsi fottere.Pensieroso
Non ha proprio nessun senso: come fa una "disciplina" ad "offrire informazioni" a "tutte le esigenze"?!? COSA VUOL DIRE?!?Sarcastico
E poi: come fanno delle "esigenze" ad "offrire materiale" per studiare tessuti?  Ne è valsa la pena di studiare Dante e d’Annunzio al Liceo, per ritrovarmi poi a dover fronteggiare questi Strudel Linguistici all’università Perplesso..
    
     Avevo un po’ il sentore che qst libro fosse una ciofeca, quando mi era giunto fra le mani  avevo visto che in copertina campeggiano 2 foto, una delle quali rappresentante… IL PARCHEGGIO DELL’UNIVERSITA’!!!! E non una foto artistica, ma proprio un primo piano sui sanpietrini, e con tanto di didascalia, come a dire: "Sì sì, proprio il parcheggio… no, non c’è nessun significato recondito, smettila di chiederti cos’è qst foto!"Deluso.
     Ma, visto che il libro è stato scritto(?) dal prof. di qst materia, che ci ha *consigliato* di studiarlo, non mi rimane altro da fare che affrontare qst insulso e illeggibile libercolo…
 
     Dico io, ma perchè i professori non fanno i professori, e lasciano agli scrittori il compito di scrivere i libri? O che almeno scrivano in italiano, per la miseria, che oltre a studiare ora devo anche stare attento a trattenere l’impulso di strappare i fogli e andar ad urlare 4 madonne al prof!!A denti stretti

Fottutor

4 ottobre 2007

Fottutor: io faccio il tutor. e faccio anche mille altre cose, cosicchè son rimasto fottutor e tira tira, mi è venuta la febbre. Logica conclusione di una settimana da strapazzo.
 
Lunedì: sveglia h7:30. Impatto shock cn il traffico bresciano, che mi dà il benvenuto cn un traffico memorabile. Inizio lezioni, in uni tt il giorno. Tappa in copisteria, figura di merda (faccio mille fotocopie e mi accorgo solo dopo di non avere con me i soldi per pagarePerplesso) Poi a casa, studio e a letto.
Martedì: sveglia h7:00, saldo il debito col copistere, poi arrivo in ritardo a fare le 150ore. Casa, doccia poi banda, poi ricevo invito a nozze di PierPaolo e Nora. Poi compleanno della Bos. A letto troppo tardi. Tempo tot a casa: un’oretta.
Mercoledì: sveglia h7:00. Ospedale a iseo per esami sangue, con tanto di litigio con una neomamma in fila per il prelievo (Ma che m**ia vuole? Sto facendo gli esami per l’AVIS, mica per me. E il tuo marmocchio pacifico non dà segno di aver fretta di tornare a casa con te, megera. Che tra l’altro sei in maternità, per cui non devi neppure correre al lavoro cm tutti noialtri). Di corsa a Brescia, lezione. Incontro tutor cn matricole. Poi incontro tutor con psicologi. Cena tutor. Tempo totale a casa:20 minuti. E a letto troppo tardi.
Giovedì: sveglia 7:30.(dopo 6 ore di sonno, definitely troppo poche). Poi 150ore, contemporaneamente vado a lezione, nel frattempo cerco di beccare alcune delle mie matricole, poi riunione 150h, poi lezione, poi crollo. Con tanto di pseudo-ramanzina genitoriale sull’esagerare, voler far troppo ecc.
 
Ma.. insomma a me piace così. Io mi sento davvero contento qnd ho ogni minuto pieno di impegni, just like un pollo di ripieno. (wow, immagine idilliaca). Qnd devo correre tra la clinica di odonto e l’uni, qnd ascolto l’autoradio nel traffico pensando a cosa studierò nella mezz’ora che mi separa dalla cena. Qnd mando un fax cercando di pensare all’email che devo mandare mentre cerco su internet gli accordi delle song che suonerò domani sera. Essere sommerso di cose da fare. Questo MI REALIZZA. (vabbè, finchè non sopravviene qst noiosa sindrome similinfluenzale…che per domani pretendo passataA denti stretti)
 
E c’è ancora il venerdì.Pensieroso